La successione di Ali Khamenei in Iran e le implicazioni per il regime

01.03.2026 11:35
La successione di Ali Khamenei in Iran e le implicazioni per il regime

La successione di Ali Khamenei scardina l’ordine politico in Iran

Con la morte di Ali Khamenei, l’Iran si trova di fronte a una fase cruciale di transizione politica, necessitando dell’elezione di una nuova Guida Suprema dotata di poteri vastissimi. Khamenei, succeduto a Ruhollah Khomeini nel 1989, ha governato il Paese per 36 anni, e la sua scomparsa potrebbe creare un pericoloso vuoto di potere. Tuttavia, il regime ha anticipato questa eventualità pianificando la successione, poiché Khamenei aveva 86 anni e stava preparando il passaggio dei poteri, riporta Attuale.

Per il momento, il governo temporaneo sarà gestito da un consiglio formato dal presidente Masoud Pezeshkian, un riformista, dal conservatore Gholam Hossein Mohseni Eje’i, e da Alireza Arafi, giurista del Consiglio dei guardiani, incaricato di supervisionare le elezioni e le leggi del Paese. Le tempistiche per la nomina della nuova Guida Suprema rimangono indefinibili, mentre la stabilità del regime sarà messa alla prova, considerando le chiare dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, i quali hanno affermato che l’obiettivo delle loro operazioni militari è abbattere il regime iraniano, incitando il popolo a protestare.

Il sistema iraniano è strutturato in modo tale che il potere religioso prevarica su quello politico, con la Guida Suprema che detiene un’autorità a vita e crescenti poteri gestionali. Khamenei controllava ogni aspetto della vita pubblica, inserendosi in tutte le decisioni strategiche, dalla nomina dei comandanti militari alla direzione dei media statali. I Guardiani della Rivoluzione, l’unità militare più potente del Paese, hanno come principale compito la difesa della Guida Suprema.

Negli ultimi mesi, specialmente dopo la violentissima repressione delle proteste di gennaio, i poteri di Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, sono notevolmente aumentati. Khamenei aveva demandato la gestione della crisi a Larijani, che ha accumulato più influenza rispetto a Pezeshkian. Dopo recenti attacchi militari, Larijani ha assunto una posizione molto aggressiva, annunciando la prossima nomina di un nuovo Consiglio supremo.

Nonostante Larijani rappresenti l’“uomo forte” in Iran, non è eligible per succedere a Khamenei poiché non appartiene al clero sciita. L’Assemblea degli esperti, organismo composto da 88 religiosi eletti ogni otto anni, avrà il compito di selezionare la nuova Guida Suprema. Tuttavia, il Consiglio dei guardiani, presiduto dalla Guida stessa, determina chi può candidarsi, garantendo un controllo rigoroso sulla successione.

L’ex presidente ultraconservatore Ibrahim Raisi, tragicamente deceduto in un incidente nel 2024, era visto come il principale candidato a succedere a Khamenei, ma ora la situazione è più incerta. Khamenei aveva pianificato la successione, considerando vari potenziali successori e sistematizzando un elenco di sostituti. Tra i nomi papabili figurano Mohseni Eje’i, Hassan Khomeini e Ali Asghar Hejazi, uomo di fiducia di Khamenei, recentemente ucciso in un attacco.

Il figlio di Khamenei, Mojtaba, è stato menzionato come possibile successore, anche se molti ritengono che una nomina dinastica sarebbe inadeguata alle aspettative della rivoluzione islamica. Il regime mira a nominare rapidamente una nuova Guida Suprema per contenere il vuoto di potere e prevenire ulteriori rivolte popolari. La strategia dell’amministrazione Trump, se esiste, resta poco chiara, mentre Israele sembra determinato ad attuare una rimozione mirata della leadership iraniana.

Secondo informazioni fornite da Reuters, la CIA valuta che la successione di Khamenei potrebbe avvenire attraverso l’ascesa di un esponente della “linea dura” dei Guardiani della rivoluzione.

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