Nuove misure dei dazi americani colpiscono la Svizzera
Venerdì scorso, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha approvato due ordini esecutivi che introducono nuovi dazi su una vasta gamma di importazioni provenienti da numerosi paesi. Tra i maggiormente colpiti figura la Svizzera, alla quale Trump ha comunicato l’intenzione di applicare una tassa del 39% su molte merci in ingresso. Questa percentuale rappresenta uno dei livelli più elevati a livello mondiale, classificandosi come la quarta più alta, preceduta solo da Siria, Laos e Myanmar. Inoltre, il dazio imposto alla Svizzera è più del doppio rispetto al 15% applicato alle importazioni provenienti dall’Unione Europea, nazione con la quale la Svizzera non condivide una frontiera doganale.
La reazione della Svizzera a questa decisione è stata decisamente negativa. Diverse associazioni imprenditoriali hanno espresso preoccupazione, avvertendo che questi dazi così elevati potrebbero avere conseguenze significative sull’economia: secondo Swissmem, l’associazione rappresentativa dell’industria elettrica e metalmeccanica, questa situazione potrebbe portare a perdita di decine di migliaia di posti di lavoro.
Inoltre, la decisione ha colto molti di sorpresa. Solo alcune settimane fa, la Svizzera e gli Stati Uniti stavano negoziando un accordo commerciale per ridurre i dazi, sebbene l’entità esatta degli abbattimenti non fosse stata chiarita. Il governo svizzero appariva abbastanza ottimista riguardo l’esito delle trattative. Tuttavia, il 31 luglio, la presidente della Confederazione svizzera, Karin Keller-Sutter, ha comunicato che Trump aveva rifiutato l’accordo, citando il notevole deficit commerciale degli Stati Uniti nei confronti della Svizzera, dovuto al fatto che gli Stati Uniti importano molte più merci dalla Svizzera rispetto a quelle esportate.
Politici e politici svizzeri hanno duramente criticato la scelta di Trump; anche Keller-Sutter ha dichiarato che è stata “una sorpresa” e “una delusione”. I dazi avranno effetto a partire dal 7 agosto e, secondo le attuali indicazioni, non includono i prodotti farmaceutici, che rappresentano una parte significativa delle esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti. Nelle settimane a venire, il governo svizzero si adopererà per cercare di negoziare un accordo con gli Stati Uniti, nella speranza di ottenere un abbassamento delle aliquote.
, riporta Attuale.