La Ue si prepara a rispondere alle minacce di dazi USA e a tutelare gli interessi europei

19.01.2026 06:45
La Ue si prepara a rispondere alle minacce di dazi USA e a tutelare gli interessi europei

Le tensioni tra Stati Uniti ed Europa: una crisi commerciale all’orizzonte

Donald Trump ha intensificato le sue minacce di dazi verso l’Europa in risposta a richieste non soddisfatte, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha ripreso in mano l’idea di attivare il “bazooka” commerciale dell’Unione Europea. Questa manovra, proposta come risposta alle tasse imposte da Washington su chi difende la Groenlandia, prevede misure severe come il congelamento dell’accesso ai contratti pubblici europei per le aziende americane. Tuttavia, dopo qualche ora, la stessa Europa ha smentito questa possibilità, con una fonte diplomatica che ha dichiarato che non è prevista l’adozione dello strumento anticoercizione contro gli Stati Uniti. Le misure di riequilibrio dell’Ue, stimate in 93 miliardi di euro, rimangono sospese fino al 6 febbraio, mettendo in evidenza la riluttanza dell’Unione a tradurre le tensioni commerciali in conflitti aperti, riporta Attuale.

In risposta, la Germania ha fatto sentire la propria voce attraverso il vicecancelliere Lars Klingbeil, che ha affermato: “Non ci lasceremo ricattare, né dai dazi né dalle minacce”. La posizione tedesca, unita a quella di altri Stati membri, suggerisce una linea comune contro le pressioni statunitensi, portando l’Unione a rafforzare gli accordi per tutelare i propri interessi strategici.

Anche i leader nordici, tra cui il primo ministro finlandese Petteri Orpo e il presidente Alexander Stubb, hanno avvertito dei pericoli derivanti da questa escalation, descrivendola come una potenziale spirale discendente che potrebbe destabilizzare ulteriormente le relazioni transatlantiche. Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha intrapreso un’immediata missione diplomatica in Svezia e Norvegia per consolidare l’alleanza contro le minacce statunitensi alla Groenlandia.

Questa situazione, però, va oltre le mere questioni economiche; si tratta della struttura della sicurezza globale. Anders Fogh Rasmussen, ex segretario generale della NATO, ha esclamato di fronte al crescente aggressivismo statunitense: “Gli Usa non possono comportarsi da gangster nel controllo globale”. Similmente, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha sottolineato che un’invasione americana potrebbe legittimare l’aggressione di Vladimir Putin contro l’Ucraina, portando a conseguenze disastrose per l’Europa.

Dall’altra parte dell’Atlantico, l’amministrazione Trump non mostra segni di cedimento. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha liquidato le critiche europee, affermando che gli Usa proiettano forza mentre gli europei appaiono deboli. Intanto, nuove rivelazioni indicano che Trump ha espresso preoccupazioni sui limiti della difesa canadese contro possibili aggressioni cinesi e russe, mostrando un’insaziabile sete di espansione territoriale nel Nord.

Mentre la tensione tra le due sponde dell’Atlantico cresce a livelli da Guerra Fredda, anche notizie di fuga di truppe tedesche dalla Groenlandia si dimostrano infondate, rivelando unicamente un annullamento dovuto a condizioni meteorologiche avverse, anziché alla paura di un’azione statunitense.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere