Legge di Bilancio 2026: riforme austere e sfide per il ceto medio
La legge di Bilancio per il 2026 si presenta come la più austera degli ultimi dieci anni, sollevando interrogativi sul suo impatto socio-economico. Secondo il ‘Financial Times’, “l’Italia, spesso liquidata in passato come l’anello debole dell’Europa, è diventata una storia di successo e un modello per l’Europa intera”. La nuova legge mira a portare il rapporto deficit/Pil sotto il 3%, un passo che potrebbe migliorare il rating creditizio nazionale e ridurre i costi di finanziamento del debito, aumentando così le risorse disponibili per famiglie e imprese, riporta Attuale.
Nonostante queste prospettive, sia la Banca d’Italia sia l’Ufficio parlamentare di bilancio hanno criticato il governo per aver attuato una manovra che favore chi guadagna di più, lasciando indietro le fasce di reddito più basse. Questa è la quarta legge di bilancio del governo Meloni, e rispetto alle precedenti tre, che tendevano a rispondere alle esigenze delle fasce più vulnerabili, si osserva un’inversione di tendenza.
Il ceto medio, tradizionalmente il motore dell’economia italiana, si trova ora in una crisi profonda. Giuseppe De Rita, noto sociologo italiano, ha dichiarato a ‘La Stampa’: “Il vero problema sociale e politico dell’Italia è il potenziale impoverimento del ceto medio. E questo fa paura.” Nonostante ciò, ha riconosciuto che il governo sta cercando di offrire segnali di attenzione nei confronti di questa categoria, fondamentale per il tessuto sociale e per l’esito delle elezioni.
Un aspetto caldo rimane quello della sanità, dove l’Istat stima che 5,8 milioni di italiani rinunciano alle cure a causa delle lunghe liste d’attesa. Il governo ha minacciato di intervenire direttamente per risolvere il problema, e sebbene sia stato raggiunto un accordo temporaneo per l’assunzione di 1.000 medici e 7.000 infermieri, resta il problema delle “prescrizioni inappropriate.” Molti medici si trovano nella posizione di dover prescrivere esami costosi e talvolta inutili per evitare conflitti con pazienti insistenti.
Il dibattito tra maggioranza e opposizione si ripropone anche quest’anno riguardo all’adeguatezza delle risorse destinate alla sanità. La maggioranza sostiene un incremento di 2,5 miliardi per l’anno prossimo, mentre l’opposizione critica, sottolineando che il confronto con il Pil è in deterioramento. Carlo Cottarelli, direttore del centro studi sui conti pubblici dell’Università Cattolica, ha avvertito che tale aumento porterà il rapporto tra spesa sanitaria e Pil al 6,5-6,6% nei prossimi tre anni, superando leggermente il 6,4% lasciato dal centrosinistra prima della crisi Covid.
Non so che pensare… La legge di bilancio sembra una beffa per il ceto medio che non fa che soffrire. È incredibile come si continui a favorire i ricchi, mentre noi, le famiglie normali, lottiamo per arrivare a fine mese! E la sanità? 5 milioni di italiani che rinunciano a cure è uno scandalo. Dobbiamo fare qualcosa!!!