Landini accusa Giorgetti: “I massacrati sono gli italiani”, sindacati divisi in piazza a Roma

11.11.2025 02:25
Landini accusa Giorgetti: “I massacrati sono gli italiani”, sindacati divisi in piazza a Roma

Roma, 11 novembre 2025 – La manovra continua a essere al centro di accese controversie tra il governo, l’opposizione e il Cgil. A riaccendere il confronto è stato Maurizio Landini, che, dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha affermato: “Massacrati sono gli italiani, sono i lavoratori”. Questo rappresenta solo l’inizio della polemica, poiché Landini ha respinto le accuse di avere ambizioni politiche e ha annunciato lo sciopero generale del 12 dicembre, riporta Attuale.

Landini all’attacco

Landini non arretra. “Per me l’obiettivo è portare a casa risultati” per i lavoratori. La decisione di proclamare nuovamente lo sciopero è motivata dalla mancanza di cambiamenti nella manovra sbagliata, evidenziando che l’emergenza salariale rimane irrisolta. “Chi ha un reddito di 40.000 euro, dal 2023 al 2025 ha pagato 3.500 euro di tasse in più e ora gli danno 18 euro al mese, 340 euro”, ha affermato il leader della Cgil, sottolineando la necessità di una rivolta sociale: “È il momento che la gente si rivolti, deve scendere in piazza, deve dire basta”.

La spaccatura con Cisl e Uil

I segretari di Cisl e Uil evidenziano la divisione. “Il 12 saremo impegnati a organizzare al meglio la nostra manifestazione del 13 dicembre”, ha avvertito la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. Il comitato esecutivo della Uil deciderà oggi i dettagli della mobilitazione prevista tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.

Il sarcasmo di Meloni: “Mai una rivoluzione di martedì”

Meloni, dal canto suo, non accetta lezioni da Landini. “Una manovra per ricchi? Ci vuole coraggio per dire cose del genere”, ha accusato la premier. Ha aggiunto: “Abbiamo incluso in manovra una misura sui rinnovi contrattuali, che voleva la Cgil, e la Cgil cosa fa? Sciopero generale, di venerdì. Non sia mai che la rivoluzione la facciamo di martedì, a dimostrazione che i diritti dei lavoratori non sono prioritari per alcuni”.

La premier ha rimarcato l’importanza della quarta manovra in tre anni, del valore di 18,7 miliardi, che è stata definita “manovrina” dall’opposizione per la sua scarsità di fondi, ribattendo che si sarebbero potuti fare investimenti più ampi se non ci fosse stato il superbonus da 40 miliardi di euro.

La partita della Lega

Nel merito della manovra, i partiti di maggioranza sono al lavoro per apportare modifiche. La Lega, attraverso Salvini, sta alzando il tiro. Tra i temi controversi, il partito propone la possibilità di “vendere le nostre quote del Mes” ad altri paesi per ottenere 15 miliardi destinati a ridurre le tasse, una proposta contrastata dall’opposizione. Inoltre, si è parlato di eliminare le pensioni di reversibilità per le unioni civili, considerata una situazione controversa.

Le proposte della Lega sembrano provocazioni ma evidenziano le loro intenzioni per affrontare la questione. “Stiamo lavorando su emendamenti per ampliare ulteriormente la platea della rottamazione”, ha dichiarato Salvini, che ha anche menzionato l’intenzione di ritoccare questioni riguardanti gli affitti brevi e i dividendi, oltre a sbloccare i crediti d’imposta per le PMI. Si discute anche di rendere strutturale l’iper-ammortamento, in linea con le aperture di Giorgetti su questo fronte.

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