L’aria domestica può causare malattie, inclusa la demenza, avverte l’Istituto superiore di sanità

31.01.2026 22:25
L'aria domestica può causare malattie, inclusa la demenza, avverte l'Istituto superiore di sanità

La salute dell’aria interna: un’emergenza sottovalutata

Roma, 31 gennaio 2026 – L’inquinamento atmosferico non riguarda solo l’aria esterna; anche l’aria che respiriamo all’interno delle nostre case può avere effetti devastanti sulla salute. È un concetto innovativo e preoccupante che emerge nei discorsi degli esperti, tra cui il professor Gaetano Settimo, coordinatore del Gruppo di studio nazionale inquinamento indoor dell’ISS, il quale sottolinea l’importanza della qualità dell’aria domestica. “Tutti noi siamo convinti che la grandissima attenzione alla qualità dell’aria debba riguardare quella esterna. Ma nella definizione di inquinamento atmosferico dell’Organizzazione mondiale della sanità, si parla di indoor e outdoor”, riporta Attuale.

Il professor Settimo evidenzia come l’aria che respiriamo in casa possa essere inquinata da sostanze chimiche presenti in prodotti comuni come vernici e detergenti. “Uno dei più gravi errori che commettiamo è non chiedere informazioni sulle caratteristiche di ciò che portiamo a casa”, afferma. “Non leggiamo le etichette, ignorando se i prodotti possano realmente essere benefici.” Inoltre, un uso eccessivo di prodotti profumati può segnalare la presenza di sostanze tossiche nell’aria.

Frequenti cambiamenti di umidità e temperatura all’interno delle abitazioni aumentano il rischio di proliferazione di muffe e acari della polvere, entrambi collegati a gravi problemi di salute. “Molti studi indicano un’associazione tra scarsa qualità dell’aria e malattie neurodegenerative come la demenza”, aggiunge Settimo, sottolineando che l’inquinamento indoor è spesso più trascurato rispetto a quello esterno.

Abitudini semplici ma efficaci come aprire le finestre dopo la doccia o non asciugare i vestiti all’interno possono aiutare a migliorare la qualità dell’aria nelle nostre case. Il professor Settimo raccomanda di adottare queste pratiche quotidiane: “I nostri genitori e nonni arieggiavano molto di più gli ambienti. Dobbiamo recuperare queste buone pratiche per salvaguardare la salute”.

La questione della qualità dell’aria è diventata ancora più urgente in un contesto di cambiamento climatico che contribuisce a ingrandire il problema della muffa nelle abitazioni italiane. Ulteriori ricerche fanno intendere che le piante domestiche non siano effettivamente efficaci nel miglioramento della qualità dell’aria. “Ci sono molte informazioni sbagliate sulla loro utilità”, avverte Settimo. “Le persone devono rendersi conto che anche azioni quotidiane, come cucinare o utilizzare candele profumate, possono avere un impatto negativo sulla loro salute”.

Per affrontare la sfida dell’inquinamento indoor, è essenziale sensibilizzare i cittadini e promuovere comportamenti proattivi. Il professor Settimo conclude dicendo: “Non dobbiamo provocare fobie, ma è fondamentale che le persone comprendano le caratteristiche del proprio edificio e le azioni quotidiane che possono influenzare il loro benessere”.

In un’epoca in cui molte città italiane affrontano problemi di smog, la necessità di garantire un adeguato ricambio d’aria diventa cruciale. “Quando si aprono le finestre, è preferibile farlo lontano dalle principali vie di traffico”, consiglia Settimo, evidenziando l’importanza di mantenere un ambiente domestico salubre.

1 Comments

  1. Ma dai, non ci posso credere! Siamo così abituati a preoccuparci solo dell’aria fuori, che ci dimentichiamo che l’aria in casa può essere altrettanto nociva. È incredibile pensare che i prodotti che usiamo quotidianamente possano nascondere delle trappole! Bisogna davvero diffondere di più queste informazioni, la salute è prioritaria!!!

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