L’arte di arrangiarsi, versione cubana
La capacità di «arreglárselas» (riparare tutto) rappresenta una virtù a Cuba, un’isola dove gli abitanti trasformano disfunzioni in opportunità. I turisti che visitano Cuba notano frequentemente iconiche Cadillac degli anni Cinquanta perfettamente riparate, nonostante la scarsità di pezzi di ricambio originali. Gli ingegneri dell’adattamento hanno prodotto anche oggetti ingegnosi come sedie di metallo utilizzate come griglie per la carne e biciclette modificate in motociclette. Il governo dell’Avana ha iniziato una nuova iniziativa per far fronte alla crisi energetica causata dall’embargo e dalla recente interruzione delle forniture petrolifere annunciate da Trump, inaugurando la prima «solinera» (stazione di servizio) per la ricarica elettrica, senza combustibili fossili, riporta Attuale.
Le autorità cubane hanno avviato un progetto innovativo nella provincia di Villa Clara, mirato a creare una «cucina comunitaria» energicamente autonoma grazie all’uso di pannelli solari. Questa centrale, la prima della sua provincia, consente l’alimentazione simultanea di 52 elettrodomestici e la ricarica di vari dispositivi, inclusi fino a sei veicoli elettrici. «Abbiamo costruito questo centro in tempi record, solo nove giorni», ha dichiarato Julio Ernesto Gomate, direttore del progetto.
La stazione di servizio elettrica, sostenuta da investimenti privati, prevede aree a pagamento per la ricarica di veicoli e spazi gratuiti per la preparazione di cibi. Questa iniziativa fa parte di un catalogo di alternative energetiche non convenzionali che il governo comunista sta esplorando, come gli autobus alimentati con liquami suini nella provincia di Matanzas. A fronte del declino degli alleati storici venezuelani, la Cina sta giocando un ruolo cruciale in questa transizione energetica, avendo fornito nel 2025 pannelli solari per un valore di 117 milioni di dollari, con un aumento significativo rispetto agli anni precedenti.
La collaborazione con Pechino ha portato a un aumento della capacità di generazione elettrica rinnovabile dell’isola, mentre Cuba punta a raggiungere il 15% della sua produzione elettrica da fonti rinnovabili. Attualmente, Cuba gestisce 34 parchi solari con quasi 1,2 GW di capacità, un incremento del 350% dal 2024, pur non essendo sufficiente a compensare la mancanza di petrolio del Venezuela. Questo modello potrebbe servire da esempio per altre nazioni in transizione energetica, che affrontano la dipendenza da fonti fossili tradizionali nei contesti di conflitto globale.
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