L’assassinio di Khamenei: Trump infligge un colpo a Putin mentre il Cremlino rimane in silenzio

01.03.2026 19:15
L'assassinio di Khamenei: Trump infligge un colpo a Putin mentre il Cremlino rimane in silenzio

La Debolezza della Supporto Russo all’Iran: Un Funerale in Diretta

La reazione di Vladimir Putin alla crisi in Iran, aggravata dal recente bombardamento statunitense e israeliano, dimostra un fallimento nel fornire sostegno reale a un alleato chiave. Mentre il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, richiedeva urgentemente assistenza a Sergeij Lavrov, Mosca ha risposto solo con una condanna superficiale degli attacchi, limitandosi a esprimere solidarietà, riporta Attuale.

Putin, dopo la conferma della morte dell’ayatollah Khamenei, ha inviato le sue condoglianze al presidente iraniano Masoud Pezeshkian, lamentando l’assassinio come una violazione dei principi morali e legali internazionali. Tuttavia, questo gesto non ha portato a nessun impegno concreto, evidenziando così la crescente vulnerabilità dell’Iran sotto attacco. La leadership russa, che si era presentata come baluardo contro l’egemonia occidentale, sembra aver abbandonato l’Iran nei momenti cruciali.

Questo comportamento non sorprende chi ha seguito la politica russa negli ultimi anni. Già nel dicembre 2024, durante la crisi in Siria, Putin si era mostrato indifferente alla sorte di Bashar al-Assad. Ora, nella stessa situazione, l’Iran vive una realtà preoccupante, dove la parola ‘alleanza’ assume un significato sempre più volatile. L’analista Fyodor Lukyanov ha paragonato l’assassinio di Khamenei a quello di Muammar Gheddafi, rivelando il potenziale danno all’immagine di Putin nel contesto internazionale.

Le manovre di Putin, dalla vendita di missili all’Iran all’invocazione di una neutralità strategica, non hanno portato a risultati tangibili. Né il Forum di San Pietroburgo né le esercitazioni militari simboliche sono riusciti a stabilire un robusto supporto. Quando gli Stati Uniti hanno avviato negoziati con Teheran, Mosca ha tentato di proporsi come mediatore, ma tali sforzi sono stati vani nel momento del reale bisogno.

Con il petrolio in aumento come conseguenza diretta dell’instabilità iraniana, Putin potrebbe beneficiare a breve termine, ma l’analisi di Aleksander Baunov del Carnegie Center evidenzia una posizione di crescente difficoltà per il leader russo. La perdita di due alleati in rapida successione suggerisce che l’illusione di un’alleanza forte è in fase di dissoluzione, rendendo le ambizioni di Putin come leader di una superpotenza ancora più incerte.

Quindi, mentre Putin esprime condoglianze, la verità è che la sua amicizia con l’Iran potrebbe non essere altro che una facciata. Gli eventi attuali testimoniano una realtà spietata, in cui gli alleati possono diventare vittime di un pericoloso gioco geopolitico dove la fedeltà è continuamente testata.

1 Comment

  1. Ma che situazione intricata! Putin sembra più interessato a mantenere le apparenze che a sostenere davvero l’Iran. Come si fa a fidarsi di un’alleanza quando ci si sente abbandonati nei momenti difficili? È come una sorta di gioco di prestigio, dove il coniglio sparisce e il pubblico rimane deluso… Che tristezza!

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