La Cia localizza Ali Khamenei poco prima del bombardamento mortale a Teheran
La Cia ha scoperto la posizione della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, poco prima del bombardamento che lo ha ucciso sabato mattina. L’agenzia ha anche appreso dell’imminente riunione dei vertici del regime, alla quale Khamenei avrebbe partecipato. Questa informazione è stata poi trasferita all’intelligence israeliana, riporta Attuale.
L’intelligence israeliana non era a conoscenza della posizione esatta di Khamenei, ma possedeva informazioni su eventuali tre riunioni programmate. Tra i partecipanti ci sarebbero stati il capo dei Guardiani della Rivoluzione, generale Mohamed Pakpour; il ministro della Difesa, Aziz Nasirzadeh; il capo di stato maggiore, Abdolrahim Mousavi; il consigliere di Khamenei, Ali Shamkani; e altri alti funzionari. Il bombardamento è stato il risultato della cooperazione tra le due agenzie di intelligence, permettendo così di colpire simultaneamente un numero significativo di dirigenti di alto livello e la Guida Suprema.
Riguardo al fatto che gli Stati Uniti “hanno trovato” Khamenei, è importante chiarire che Washington e Tel Aviv monitorano costantemente gli spostamenti dei leader iraniani sin dalla guerra dei dodici giorni nel giugno 2025. Durante quel periodo, il presidente americano Donald Trump dichiarò: “Sappiamo esattamente dove si nasconde il cosiddetto Leader Supremo. È un bersaglio facile, ma lì è al sicuro – Non lo elimineremo, almeno per ora”. Questa affermazione suggerisce che anche gli alleati israeliani fossero a conoscenza della sua posizione.
Le informazioni riguardanti Khamenei sono state raccolte in diversi gradi di certezza, con i dati di domenica classificati come “high-fidelity”, sufficienti per giustificare un’operazione militare. La conferma ufficiale della morte è giunta dodici ore dopo, quando i servizi segreti israeliani hanno acquisito una foto del corpo di Khamenei estratto dalle macerie.
È probabile che le informazioni siano state ottenute attraverso una combinazione di intercettazioni elettroniche e fonti umane, inclusi iraniani in contatto con i servizi segreti statunitensi e israeliani. Le intelligence nemiche sembrano avere accesso a dettagli sorprendenti sui movimenti del regime iraniano e dei suoi alleati, come Hezbollah.
Israele ha dichiarato di avere ucciso quaranta funzionari iraniani di alto livello durante le prime ore degli attacchi aerei. È noto che esiste una rete di agenti dei servizi segreti israeliani in Iran, composta principalmente da iraniani reclutati. Spesso queste reclute provengono da minoranze scontente, come i curdi e gli arabi con passaporto iraniano.
Ad esempio, nel luglio 2024, i servizi segreti israeliani hanno assassinato Ismail Haniyeh, leader politico di Hamas, con una bomba nel suo appartamento a Teheran. Un attacco simile ha colpito Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, a settembre 2023, utilizzando una strategia identica a quella contro Khamenei.
La posizione di Khamenei era conosciuta, e si trovava nel suo compound di Teheran durante una riunione programmata per sabato mattina alle nove e quaranta. Sebbene l’area fosse dotata di tre bunker, le riunioni non si tenevano in questi luoghi sicuri, ma in sale sotterranee meno difese.
In qualità di Guida Suprema, Khamenei, che aveva 86 anni, aveva accettato l’idea di morire “da martire”, convinto di essere un obiettivo per i suoi nemici. Il regime credeva che di giorno sarebbero stati più al sicuro rispetto alla notte, dato che i precedenti attacchi israeliani erano sempre avvenuti al buio.