Come le spie russe ottengono tecnologie militari in Giappone per la guerra in Ucraina

14.07.2026 07:55
Come le spie russe ottengono tecnologie militari in Giappone per la guerra in Ucraina

Unità di intelligence russa in Giappone: componenti per armi ucraine in arrivo

Negli ultimi quattro anni, un’unità di intelligence militare russa a Tokyo ha acquisito macchinari specializzati e componenti essenziali per la costruzione di armi utilizzate nella guerra in Ucraina, come microchip e trasmettitori. Questa attività è avvenuta eludendo le sanzioni internazionali che vietano la vendita di tali tecnologie alla Russia. È la conclusione di un’inchiesta del New York Times pubblicata domenica, secondo cui la fiorente industria tecnologica giapponese e la mancanza di un robusto apparato statale di controspionaggio hanno reso il Giappone un luogo ideale per queste operazioni, riporta Attuale.

Il governo ucraino ha recentemente stimato che il 90% dei missili e dei droni russi contenga componenti giapponesi, diventati indispensabili per la Russia nel mantenere un’industria bellica competitiva di fronte alle armi ucraine, sempre più avanzate. Poiché non può più importare legalmente queste tecnologie a causa delle sanzioni, la Russia è costretta a procurarsele illegalmente; il Giappone è il principale esportatore mondiale di tecnologie dual use, utilizzabili sia in contesti civili che militari.

Secondo il New York Times, l’unità di intelligence incaricata di queste operazioni, nota come 20° Direttorato, è stata potenziata dopo l’invasione russa dell’Ucraina iniziata nel febbraio 2022. Gli eventi di quel periodo hanno portato molti paesi occidentali a espellere funzionari e diplomatici russi sospettati di spionaggio e a vietare alle loro aziende di intraprendere rapporti commerciali con quelle legate al governo russo. Molti di questi funzionari espulsi si sono trasferiti in Giappone.

Il Giappone, a differenza di molti paesi, non dispone ancora di agenzie di intelligence centralizzate, come l’AISI e l’AISE italiane o l’FBI e la CIA statunitensi. Le attività di intelligence e controspionaggio vengono gestite attraverso dipartimenti e uffici più piccoli a dipendenza dei ministeri e della polizia, che collaborano tra loro con scarsa efficienza, creando un ambiente favorevole per le operazioni di spionaggio.

Questa situazione è il risultato di ragioni storiche e culturali. Dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, il Giappone fu occupato dagli Stati Uniti, che redassero anche la sua Costituzione, limitando la possibilità di mantenere un esercito autonomo. Anche dopo il ritiro ufficiale nel 1952, gli Stati Uniti continuarono a esercitare una notevole influenza, opponendosi alla creazione di agenzie di intelligence indipendenti.

Il 20° Direttorato è guidato da Maksim Vladimirovich Filchenkov, 49 anni, che vive a Tokyo sotto mentite spoglie come dipendente della compagnia aerea russa Aeroflot. Questa compagnia non è sanzionata dal Giappone, ma ha sospeso i voli diretti verso i paesi che hanno imposto sanzioni contro la Russia. Filchenkov riesce a trasportare i componenti dalla Russia tramite un sistema complesso che sfrutta altre compagnie aeree per rimandare le merci. Nonostante queste operazioni non siano intrinsecamente illegali, l’occasione di nascondere il trasferimento di attrezzature per la fabbricazione di armi pone delle gravi questioni etiche e legali.

Il proprietario di Proco Air, Takehiko Miki, ha confermato di collaborare con Filchenkov dal 2024, negando tuttavia di essere a conoscenza di eventuali legami con i servizi segreti russi. Ha affermato di spedire solo merci autorizzate, ma informazioni recenti indicano che Miki avrebbe cercato aiuto da un socio in Cina per spedire articoli vietati. Sebbene Miki smentisca questi collegamenti, la relazione tra Proco Air e Filchenkov rimane sotto esame.

L’Ucraina ha già inviato ufficialmente lettere al ministero degli Esteri giapponese, elencando componenti di fabbricazione giapponese recuperati da armi russe esplose sul proprio territorio. Nonostante le evidenze, le autorità giapponesi non hanno ancora accusato formalmente né Proco Air né Aeroflot. La prima ministra giapponese Sanae Takachi sta cercando di far approvare una legge per riformare l’intero settore dell’intelligence, con l’obiettivo di istituire un’agenzia centrale che operi in modo più simile a quelle occidentali.

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