Sondaggio RSPP: il 44,7% delle imprese russe ancora senza macchinari nazionali, la sostituzione delle importazioni è in stallo

09.07.2026 15:05
Sondaggio RSPP: il 44,7% delle imprese russe ancora senza macchinari nazionali, la sostituzione delle importazioni è in stallo
Sondaggio RSPP: il 44,7% delle imprese russe ancora senza macchinari nazionali, la sostituzione delle importazioni è in stallo

Quasi la metà delle imprese industriali russe continua a segnalare una forte carenza di analoghi nazionali di macchinari e attrezzature importati, con risultati del sondaggio che rimangono sostanzialmente invariati rispetto a maggio 2025. A rivelarlo è un’indagine condotta dall’Unione russa degli industriali e degli imprenditori (RSPP) su un campione di 90 società, per lo più attive nel manifatturiero, che fotografa la stasi del programma di sostituzione delle importazioni.

Secondo i dati, il 44,7% delle aziende intervistate ha un bisogno “alto” di rimpiazzo delle macchine e delle attrezzature estere, mentre per il 7,1% tale necessità è “critica”. Per quanto riguarda componenti e parti di ricambio, la quota di chi valuta elevata l’esigenza di rifornirsi da fornitori domestici è del 37,8%; un ulteriore 7,3% considera il problema vitale per la sopravvivenza stessa dell’attività.

Il profilo del campione

Il panel include principalmente realtà della trasformazione industriale (61,1%): il 42,7% sono grandi aziende con ricavi superiori a 15 miliardi di rubli l’anno, il 28,1% medie imprese (2-15 miliardi) e il 29,2% piccole e medie realtà.

Dipendenza dai fornitori “amici”

Dall’indagine emerge che i produttori russi coprono circa il 75% della domanda in categorie come materiali, materie prime, software e servizi industriali. Tuttavia, il mercato dei macchinari e quello dei componenti restano fortemente orientati agli acquisti esteri. In particolare, le forniture da importatori di paesi “amici” rappresentano il 40,3% del mercato delle macchine e attrezzature e il 28,9% di quello dei componenti e dei gruppi di assemblaggio. I dati suggeriscono una sostanziale stagnazione del percorso di autonomia tecnologica annunciato da Mosca: le percentuali di fabbisogno insoddisfatto, infatti, ricalcano quelle registrate già nel maggio dello scorso anno.

La fotografia restituita dal sondaggio evidenzia le difficoltà del tessuto produttivo russo nel ridurre la dipendenza dall’estero per le forniture più complesse, in un contesto di persistente riorientamento dei flussi commerciali verso l’Asia.

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