Al Obeid sotto assedio: le RSF intensificano la pressione su una città in crisi umanitaria

09.07.2026 15:05
Al Obeid sotto assedio: le RSF intensificano la pressione su una città in crisi umanitaria

Al Obeid sotto assedio dalle Forze di supporto rapido, la crisi umanitaria si aggrava

Le Forze di supporto rapido (RSF) stanno assediando Al Obeid, una città di oltre mezzo milione di abitanti nel Kordofan settentrionale, segnando un’escalation nella sanguinosa guerra civile in Sudan, iniziata nell’aprile del 2023. La popolazione, già provata da mesi di scarsità di cibo e acqua potabile, sta affrontando un aumento degli attacchi aerei, esecuzioni sommarie e torture, evidenziando le severe conseguenze della violenza in corso, riporta Attuale.

Una situazione simile si è verificata ad Al Fashir, la maggiore città del Darfur settentrionale, assediata per un anno e mezzo e conquistata dalle RSF nell’ottobre del 2025, con gravi violenze documentate. Le stime parlano di almeno 6.000 persone massacrate in soli tre giorni durante quell’assalto, con decine di migliaia di morti totali durante l’assedio e la conquista della città.

Centri di accoglienza per i profughi, in fuga da Al Fashir e altre zone di conflitto, si trovano ora attorno ad Al Obeid, contribuendo a una situazione umanitaria drammaticamente compromessa. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha avvertito che ci sono segnali di un imminente attacco delle RSF su Al Obeid, paragonando la situazione attuale a quella di Al Fashir e sollecitando interventi da parte dei governi internazionali.

In questo contesto, molte organizzazioni umanitarie segnalano un deterioramento costante delle condizioni di vita, con la maggior parte delle infrastrutture idriche ed elettriche della città fuori uso a causa degli attacchi. Le persone devono affrontare file interminabili per raccogliere acqua, spesso non potabile, mentre i costi del cibo sono diventati insostenibili, costringendo le famiglie a vivere con solo acqua e farina. In aggiunta, le inondazioni della stagione delle piogge complicano ulteriormente la situazione, favorendo la diffusione di malattie.

L’escalation del conflitto ha portato a una divisione de facto del Sudan, con le RSF sotto il comando del generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemedti, che controllano praticamente tutta la regione occidentale del Darfur, mentre l’esercito guidato dal generale Abdel Fattah al Burhan è predominante nell’area orientale, comprese Khartum e Port Sudan.

La città di Al Obeid, situata strategicamente al centro delle vie di comunicazione tra il Sudan centrale e occidentale, rappresenta un obiettivo cruciale per entrambe le fazioni. Per al Burhan, è fondamentale per future operazioni militari, mentre per Hemedti, il controllo della città significherebbe interdire le linee di rifornimento e consolidare la propria influenza nella regione.

Inoltre, il Kordofan è una regione ricca di risorse petrolifere e Al Obeid ospita una delle principali raffinerie del paese, rendendola un centro economico vitale. A livello identitario, il controllo di questa area è significativo per le RSF, poiché molti dei loro combattenti provengono dal Kordofan occidentale, conferendo ulteriori motivi strategici e simbolici all’assalto in corso.

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  1. Incredibile che nel 2023 ci siano ancora situazioni del genere, l’umanità sembra lontana anni luce. Non si può restare in silenzio di fronte a queste atrocità. Le nazioni dovrebbero agire, siamo tutti parte di questo mondo. Ma il potere e gli interessi economici sembrano sempre avere la precedenza… tristezza totale.

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