Il piano di Usa e Israele per Ahmadinejad alla guida dell’Iran svelato da New York Times e Haaretz

14.07.2026 08:25
Il piano di Usa e Israele per Ahmadinejad alla guida dell'Iran svelato da New York Times e Haaretz

Strategia fallita di Israele: il ruolo di Ahmadinejad nell’operazione contro l’Iran

DALLA NOSTRA INVIATA
TEL AVIV – Due delle principali testate internazionali, il New York Times e Haaretz, hanno recentemente pubblicato una dettagliata ricostruzione di un’operazione di intelligence israeliana che si è rivelata disastrosa. Secondo le indagini, il piano prevedeva l’armamento e la formazione di forze curde in Iraq, insieme a minoranze in grado di destabilizzare il regime di Teheran, ma tali strategie non hanno dato i risultati sperati, riporta Attuale.

La storia ha le sue radici nel 2022, quando l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha attirato l’attenzione di Israele per le sue posizioni sempre più critiche verso il regime degli ayatollah. Nonostante fosse uno dei più accesi oppositori di Israele, Ahmadinejad ha cominciato a suscitare interesse come possibile alleato in un progetto coordinato dal Mossad. Gli israeliani, infatti, intendevano metterlo a capo dell’Iran in caso di un eventuale rovesciamento del governo attuale, sperando in una sollevazione popolare.

Il piano israeliano, tuttavia, ha subito significativi colpi. La strategia di eliminazione di figure chiave come Ali Khamenei non ha portato ai risultati sperati; infatti, il regime iraniano ha dimostrato una resilienza inaspettata. Questo ha portato a un evidente fallimento della strategia del Mossad e ha messo in discussione la posizione di Ahmadinejad, attualmente sotto sorveglianza dei Pasdaran. Fonti rivelano che potrebbe trovarsi agli arresti domiciliari o in una località segreta, dopo aver partecipato recentemente ai funerali di Khamenei.

Nel 2023, mentre Israele era impegnato a fronteggiare minacce come Hezbollah e Hamas, Ahmadinejad ha avuto il suo primo contatto segreto con i servizi israeliani in Guatemala. Nel 2024, ha partecipato a una conferenza in Ungheria, organizzata con lo scopo di incontrarsi con l’intelligence israeliana, un incontro confermato da Gergely Deli, rettore dell’università che ha ospitato l’evento. Questi incontri hanno comportato anche pagamenti al portavoce di Ahmadinejad, Ali Akbar Javanfekr.

Alla guida del piano c’era David Barnea, allora capo del Mossad, che ha insistito per procedere con l’operazione nonostante le obiezioni interne. Diversi alti ufficiali militari e della sicurezza israeliani hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla fattibilità del piano, ma il premier Benjamin Netanyahu ha spinto per la sua attuazione, descrivendo Ahmadinejad come “l’uomo giusto” per sostituire Khamenei. Tuttavia, dopo l’attacco e l’assassinio della Guida Suprema, è diventato chiaro che la strategia non avrebbe avuto successo.

Ahmadinejad, nel frattempo, è diventato un obiettivo delle Guardie della Rivoluzione, muovendosi sotto scorta. Durante l’attacco del 28 febbraio, un raid israeliano ha colpito l’apparato di sicurezza vicino alla sua residenza. Da allora, Ahmadinejad è rimasto in una situazione ambigua, fino a essere avvistato nuovamente ai funerali di Khamenei. La sua attuale sorte e il futuro della strategia israeliana rimangono incerti, dando origine a nuove speculazioni e paure riguardo alla stabilità della regione.

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