Luiz Inácio Lula da Silva lancia la sua candidatura per il quarto mandato presidenziale in Brasile
Luiz Inácio Lula da Silva ha ufficialmente annunciato la sua candidatura per le elezioni presidenziali in Brasile, previste per ottobre 2026, cercando di ottenere il quarto mandato, il secondo consecutivo. Ex operaio e storico leader della sinistra brasiliana, Lula, 80 anni, affronta la campagna dopo aver subito un intervento chirurgico al cervello nel 2024, ma questo aspetto non sembra influire sul suo sostegno elettorale, riporta Attuale.
Durante un evento nel fine settimana, Lula ha mostrato grande energia, parlando per oltre un’ora e interagendo attivamente con il pubblico, compresi cori e momenti affettuosi con la moglie Rosangela, conosciuta come Janja, che condivide sui social gli allenamenti del marito. In termini politici, Lula ha visto un notevole aumento nel consenso popolare, grazie anche alle tensioni con l’ex presidente statunitense Donald Trump, che ha criticato il governo brasiliano e imposto dazi sull’importazione di prodotti brasiliani. Queste dinamiche hanno permesso a Lula di posizionarsi come il difensore dell’autonomia nazionale contro le ingerenze esterne.
Il sostegno di Lula è stato rafforzato anche dal candidato scelto dalla destra, Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair, che non può concorrere a causa di una condanna per il tentato colpo di stato del 2022. Flávio ha legami stretti con Trump e ha espresso la volontà di graziare il padre. Lula si è thusautonominato come l’unico capace di proteggere la democrazia brasiliana da aspirazioni autoritarie, una narrativa che sembra risuonare con gli elettori.
Sebbene Lula sia attualmente in vantaggio nei sondaggi rispetto a Bolsonaro, la situazione politica è instabile, con una continua evoluzione degli eventi. Contrariamente a un anno fa, quando la sua vittoria appariva improbabile, ora Lula è considerato il candidato favorito per il primo turno e ha un buon margine nei sondaggi di ballottaggio. La gestione del suo governo, tuttavia, è stata caratterizzata da esiti misti, non presentando cambiamenti significativi o momenti clamorosi e operando in un contesto politico sudamericano favorevole alle destre.
La campagna di Lula è influenzata dalle tensioni regionali, compresi gli insulti ricevuti dal presidente argentino Javier Milei, e la sua piattaforma include misure per limitare il controllo straniero sulle risorse naturali e investimenti nel settore della difesa. La scelta fra indipendenza nazionale e sottomissione agli interessi stranieri è un tema centrale della sua narrativa elettorale. Il governo di sinistra sottolinea anche risultati economici positivi e programmi sociali a favore delle classi più fragili, con iniziative come l’esenzione dalle tasse scolastiche per le famiglie con redditi limitati.
Tuttavia, l’aumento del costo della vita rappresenta una minaccia per il sostegno elettorale di Lula. Per affrontare la questione, il suo programma elettorale include misure per anziani e classi meno abbienti, in particolare nel nordest, dove la povertà è più diffusa. La proposta più ambiziosa riguarda la riforma della settimana lavorativa, passando da sei a cinque giorni, mantenendo inalterati gli stipendi.
Allo stesso modo, un progetto di legge mira a contrastare la violenza di genere, un problema che non è prioritario per la destra e che ha visto una media di quattro femminicidi al giorno in Brasile nel 2025. Nonostante il calo generale dei tassi di omicidio, la criminalità rimane una preoccupazione primaria per gli elettori. Bolsonaro promette misure dure contro il crimine, critico nei confronti di Lula, accusandolo di una gestione inefficace della sicurezza.
In campagna, il tema della corruzione è rilevante, con focus su un grande scandalo finanziario che coinvolge sia persone vicine a Lula che membri della famiglia Bolsonaro. Questa situazione ha parzialmente mitigato la critica alla corruzione, data l’ampiezza del coinvolgimento. Lula cerca di presentare la sua maggiore età come un vantaggio in termini di esperienza e capacità politiche, affermando che un eventuale successo sarà il suo ultimo mandato, data la costituzione che limita a due i mandati consecutivi. Se rieletto, punterà a un governo che non solo preservi i diritti democratici, ma anche enfatizzi l’indipendenza del Brasile nelle dinamiche globali.