L’assenza di Giorgia Meloni provoca tensione tra le opposizioni durante le comunicazioni sui conflitti in Medioriente

06.03.2026 06:05
L'assenza di Giorgia Meloni provoca tensione tra le opposizioni durante le comunicazioni sui conflitti in Medioriente

Giorgia Meloni assente durante le comunicazioni sui conflitti in Medioriente

Giorgia Meloni è assente nel giorno delle comunicazioni dei ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, sulla situazione in Medioriente e sulla crisi iraniana. Le opposizioni, spaccate a Montecitorio e Palazzo Madama, chiedono chiarimenti sulla non partecipazione del governo alla guerra in seguito all’attacco Usa-Israele all’Iran, considerato una violazione del diritto internazionale, riporta Attuale.

Alla Camera, tre risoluzioni diverse sono presentate, mentre al Senato ne emergono due, con il campo progressista di Pd, Avs e M5s che si oppone fermamente. Anna Ascani osserva che il partito di sinistra ha sempre condannato il regime di Teheran ed era in piazza a sostenere le donne iraniane mentre il governo attuale sembrava disinteressato. Dall’altro lato, Italia Viva e Azione, più vicine alla maggioranza, hanno approvato alcuni punti delle risoluzioni centriste. Tuttavia, la risoluzione del Pd, Avs e M5s, che include l’uso delle basi Usa in Italia, viene respinta, creando ulteriori fratture nel fronte dell’opposizione.

Il governo, infatti, approva le risoluzioni di Italia Viva, che chiedono un impegno per la de-escalation nella regione, ma non menzionano le basi americane, in netto contrasto con la richiesta di Pd, Avs e M5s di non concedere l’uso di basi per attacchi contro l’Iran. Elly Schlein, segretaria dem, sottolinea l’incoerenza nel fatto che Tajani chiami all’unità in aula mentre Meloni non partecipa di persona.

La polemica sull’assenza della premier si intensifica, con Nicola Fratoianni di Avs che chiede al ministro Crosetto di contattare Meloni direttamente. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, spiega che Meloni aveva proposto di anticipare la sua presenza in Parlamento, ma le opposizioni avevano insistito per mantenere l’incontro il 18 marzo, alimentando ulteriormente la tensione. In Senato, Matteo Renzi attacca Tajani, accusandolo di scivolare nella “mediocrità” della politica, a cui il ministro risponde esprimendo la facilità di partecipare a conferenze ben pagate nel Golfo.

Questa scena politica si disvela in un contesto di crescente preoccupazione per la stabilità internazionale e il ruolo dell’Italia negli affari esteri, evidenziando un momento cruciale per il governo in carica e le sue relazioni con le opposizioni.

Veronica Passeri

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