L’attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela è illegale, secondo esperti internazionali

04.01.2026 19:45
L'attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela è illegale, secondo esperti internazionali

Attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela: la cattura di Maduro giudicata illegale

L’operazione statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro è stata definita illegale da numerosi esperti e media. L’amministrazione Trump, tuttavia, respinge queste accuse, rifacendosi a una controversa tradizione di politica estera che ha storicamente giustificato attacchi di questo tipo, tradizione che rimane molto contestata, riporta Attuale.

Secondo l’articolo 2 dello Statuto delle Nazioni Unite, un paese può utilizzare la forza militare solo in tre casi: previa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con consenso esplicito del governo del paese interessato, o se la propria sicurezza è messa in pericolo. L’intervento in Venezuela non soddisfa nessuno di questi requisiti.

In passato, gli Stati Uniti hanno intrapreso azioni militari senza il consenso dell’ONU, sostenendo che la loro sicurezza era minacciata (come nel caso dell’invasione dell’Afghanistan nel 2001) o che avevano il supporto di un governo legittimo. Tuttavia, nel caso del Venezuela, non si può identificare neppure una parvenza di legalità dal punto di vista del diritto internazionale.

Gli esperti americani si chiedono ora se questa operazione rispetti le leggi statunitensi. L’amministrazione Trump ha descritto l’attacco come un’operazione di polizia, affermando che non si è trattato di un’invasione, ma di un’azione di amministrazione della giustizia. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che Maduro è ricercato per “narcoterrorismo” e che, pertanto, l’uso della forza per portarlo davanti alla giustizia è legittimo.

Secondo la narrative di Trump, la cattura di Maduro giustificherebbe anche l’ampio intervento militare, con bombardamenti su Caracas e altre aree, che hanno causato decine di morti, secondo fonti locali. Rubio ha asserito che i bombardamenti erano necessari per “proteggere e difendere” coloro che eseguivano l’ordine di arresto contro Maduro, suggerendo quindi che l’operazione fosse una sorta di missione di scorta.

Questa definizione dell’attacco conveniva all’amministrazione Trump per evitare la necessaria approvazione del Congresso, secondo una teoria legale ottocentesca del “potere protettivo intrinseco”. Tale teoria sostiene che il presidente degli Stati Uniti possa impiegare forze militari per proteggere il personale federale coinvolto nell’applicazione delle leggi. Gli Stati Uniti hanno fatto ricorso a questo principio anche nel 1989 durante l’intervento a Panama per catturare il dittatore Manuel Noriega.

Tuttavia, questa teoria è oggetto di forti contestazioni e appare poco sostenibile nel contesto dell’attacco al Venezuela. Varie analisi hanno evidenziato che è difficile catalogare un’operazione di tale entità, con circa 15.000 militari e numerose navi e aerei coinvolti, come una semplice azione di polizia.

Inoltre, le dichiarazioni di Trump e della sua amministrazione dopo l’attacco suggeriscono obiettivi molto più ampi di una mera cattura di Maduro. Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti intendono “controllare” il Venezuela, rivelando quindi che le intenzioni americane superano il semplice obiettivo della cattura del leader venezuelano, minando la validità della giustificazione legale presentata.

Nonostante queste controversie legali, è probabile che i tribunali americani non contestino la legittimità della cattura di Maduro e che procedano al suo processo come per qualsiasi altro imputato, seguendo il principio che, una volta che un soggetto è stato arrestato, deve affrontare le accuse, a prescindere dalle modalità del suo arresto.

1 Comment

  1. Boh, questa storia dell’attacco è davvero assurda. Come si fa a giustificare un’operazione del genere? È come se andassimo in un bar di Napoli e prendessimo il proprietario perché ci va giù di brutto con le birre! La legalità qui sembra quasi una barzelletta… eppure noi in Europa a fare i moralizzatori.

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