Le epurazioni nell’esercito cinese: quali effetti per le ambizioni di Xi Jinping?

04.02.2026 08:35
Le epurazioni nell’esercito cinese: quali effetti per le ambizioni di Xi Jinping?

Le epurazioni nell’esercito cinese sotto Xi Jinping: il futuro incerto della milizia

Le recenti epurazioni volute dal presidente cinese Xi Jinping hanno profondamente mutato la leadership delle forze armate del paese. In un arco di tempo di due anni, Xi ha espulso, costretto al ritiro o fatto scomparire numerosi generali, inclusa la figura di Zhang Youxia, il più alto in grado nella catena di comando, messo sotto indagine a fine gennaio, riporta Attuale.

La Commissione militare centrale, l’organo direttivo dell’esercito, composta originariamente da sette membri, attualmente conta solo due figure: Xi stesso e il generale Zhang Shengmin, nominato lo scorso ottobre. Tuttavia, il rimpiazzo non si è limitato ai vertici; un’analisi del New York Times ha identificato 30 generali che, all’inizio del 2023, dirigevano importanti comandi militari, di cui solo cinque sono ancora in carica. Molti dei generali destituiti sono stati sostituiti, e anche i loro successori sono stati prontamente rimossi.

Le domande che gli osservatori si pongono riguardano ora se il secondo esercito più potente del mondo verrà rafforzato o indebolito da queste manovre. Questa situazione ha implicazioni significative anche per Taiwan, l’isola che la Cina considera parte del proprio territorio ma che opera in modo democratico e indipendente.

Secondo le indicazioni pubbliche di Xi, l’esercito cinese avrebbe dovuto evolversi in una forza militare moderna entro il 2027, anno della celebrazione del centenario della sua fondazione e del prossimo Congresso del Partito Comunista. Un’analisi dell’intelligence statunitense suggeriva che Xi avesse dato un obiettivo supplementare ai suoi generali: preparare l’esercito per una potenziale invasione di Taiwan entro la stessa data. Sebbene ciò non implicasse necessariamente un’imminente invasione, il piano prevedeva di dotare l’esercito delle capacità necessarie per eseguire un simile intervento con successo. Tuttavia, gran parte dei generali incaricati di tali ordini è stata rimossa.

La propaganda del Partito Comunista ha inquadrato queste epurazioni come un passo indispensabile per il rafforzamento dell’esercito. Il quotidiano ufficiale delle forze armate ha avvertito che ci sarebbero stati “dolore e difficoltà nel breve termine”, promettendo un futuro miglioramento delle capacità militari. Il Quotidiano del Popolo, il principale giornale statale cinese, ha utilizzato una metafora tipica del maoismo, affermando che era necessario “rimuovere la carne marcia per generarne di nuova”.

Questa strategia ha precedenti storici: tra il 1937 e il 1938, durante il “Grande terrore”, Josif Stalin eliminò circa il 90% della leadership militare sovietica, giustificando tali azioni con la necessità di purificare le forze armate da elementi non abbastanza leali al partito.

Molti esperti ritengono che, a breve termine, l’esercito cinese potrebbe subire un indebolimento, rendendo più distante la capacità di acquisire le risorse necessarie per una conquista di Taiwan. La maggior parte dei generali destituiti proveniva da divisioni operative con esperienza pratica nella gestione delle operazioni militari, generando preoccupazioni sul futuro dell’efficacia militare cinese. Kou Chien-wen, docente di Scienza politica alla National Chengchi University di Taipei, ha affermato al New York Times che queste epurazioni “hanno temporaneamente ridotto i rischi che il Partito Comunista Cinese avvii un conflitto su vasta scala”.

Tuttavia, nel medio e lungo termine, vi è un consenso crescente sull’idea che le purghe possano rendere l’esercito più efficienti, a condizione che Xi Jinping sia in grado di trovare generali capaci e adatti alle moderne esigenze belliche.

Le epurazioni, però, portano con sé dei rischi, non solo per la Cina. I generali precedentemente in carica erano ritenuti figure autorevoli e abbastanza potenti da contrastare Xi Jinping e le sue decisioni. Zhang Youxia, in particolare, era un amico d’infanzia di Xi, il che gli conferiva un certo grado di autonomia nel discutere le decisioni del presidente. Ora, con l’allontanamento di tutti i vecchi generali, Xi potrebbe scegliere i nuovi ufficiali più per la loro lealtà piuttosto che per la loro competenza, lasciandosi aperta la porta a decisioni militari rischiose, poiché nessuno sarà in grado di opporsi alle sue opinioni o suggerire alternative valide.

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