In Repubblica Ceca si è aperto un nuovo fronte politico sul futuro dei rifugiati ucraini. Il 24 dicembre 2025 il portale Cechia Online ha riportato che il presidente della Camera dei deputati Tomio Okamura intende promuovere, dopo il 19 gennaio, una revisione sostanziale della legge Lex Ukrajina, che disciplina le condizioni di soggiorno dei cittadini ucraini sotto regime di protezione temporanea. L’iniziativa potrebbe incidere direttamente sulla posizione di circa 390 mila persone presenti nel Paese.
Secondo Okamura, l’attuale sistema sarebbe eccessivamente permissivo e non terrebbe conto delle esigenze di sicurezza. Il leader del partito di destra populista SPD sostiene che lo Stato non dovrebbe garantire protezione a chi viola ripetutamente la legge e chiede un rafforzamento dei controlli sul rispetto delle norme da parte degli stranieri.
Incertezza normativa e tempistica politica
Il presidente della Camera ha indicato che la revisione riguarderebbe sia il quadro generale della legislazione migratoria sia le disposizioni specifiche di Lex Ukrajina. Le proposte concrete dovrebbero essere presentate solo dopo l’approvazione del bilancio statale per il 2026, il cui esame parlamentare è previsto per il 19 gennaio.
Al momento, l’assenza di dettagli precisi alimenta un clima di incertezza all’interno della comunità ucraina. La prospettiva di modifiche alle regole sulla protezione temporanea solleva interrogativi sulla stabilità giuridica di famiglie che, in molti casi, vivono e lavorano in Cechia da diversi anni.
Scontro con il quadro europeo di protezione
Okamura ha inoltre espresso una posizione critica nei confronti dell’estensione del meccanismo europeo di protezione temporanea per gli ucraini fino a marzo 2027, definendolo una decisione imposta da Bruxelles. Questa linea si inserisce in una più ampia retorica euroscettica e atlantica che il politico utilizza da tempo, anche in relazione alle sanzioni contro la Russia.
Tali dichiarazioni contrastano con le posizioni di altri attori politici. Il futuro ministro dell’Interno designato dal movimento ANO, Lubomír Metnar, ha sottolineato che il regime di protezione europeo resta valido almeno fino al 2027, pur invitando lo Stato a prepararsi a possibili rischi migratori.
Il peso economico della comunità ucraina
Secondo i dati dei servizi di sicurezza cechi, alla fine del 2024 oltre 390 mila ucraini beneficiavano della protezione temporanea nel Paese. Circa 249 mila di loro risultavano ufficialmente occupati, con una quota molto elevata di contratti regolari. Ciò implica un contributo costante al bilancio pubblico attraverso imposte e contributi sociali.
Gli ucraini sono diventati un fattore rilevante per l’economia ceca, soprattutto nei settori caratterizzati da carenza cronica di manodopera come industria, edilizia e servizi. Il loro apporto complessivo supera i costi dell’assistenza ricevuta e contribuisce in modo significativo alla crescita economica, stimata intorno all’1,2% del PIL annuo.
Rischi sociali ed effetti geopolitici
Un eventuale irrigidimento della legge Lex Ukrajina potrebbe spingere parte dei lavoratori ucraini a lasciare la Cechia, con ricadute negative sull’economia e sul gettito fiscale. L’aumento dell’incertezza giuridica rischia inoltre di compromettere la stabilità delle famiglie già integrate, generando tensioni sociali e un diffuso senso di insicurezza.
Sul piano strategico, le iniziative di Okamura sono viste da diversi osservatori come coerenti con gli interessi del Cremlino, poiché indeboliscono la solidarietà europea e offrono argomenti alla propaganda russa. In prospettiva, questo approccio potrebbe accentuare le divisioni all’interno dell’Unione europea in un momento di forte pressione geopolitica.