Critiche alle Strategia del Governo Netanyahu nella Trattativa per gli Ostaggi
Il governo di Benjamin Netanyahu ha dimostrato di non avere «un reale interesse» a liberare gli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023, commettendo gravi errori iniziali nelle trattative. Questa analisi proviene da Michael Tsur, 62 anni, avvocato e riconosciuto mediatore internazionale. Tsur ha condiviso le sue riflessioni in un’intervista con Frediano Finucci, giornalista del Tg di La7, nella quale si discute il suo libro «Il Negoziatore», in uscita il 19 marzo a Pistoia, «capitale del libro 2026», riporta Attuale.
Nell’ultimo capitolo del libro, Tsur analizza come il governo israeliano abbia fallito nella gestione della crisi. Secondo lui, il Sistema israeliano —comprendente governo e apparati di sicurezza— non ha fatto tutto il possibile per riportare a casa gli ostaggi dalla Gaza liberata. Tsur sottolinea che, tipicamente, questi apparati sono collaborativi, ma in questa situazione si sono trovati divisi e incapaci di agire in modo efficace.
Fin dall’inizio della crisi, Tsur è stato coinvolto dall’«Unità di negoziazione», un team esperto in trattative con nemici. Tuttavia, due mesi dopo, ha deciso di ritirarsi, spiegando: «Non ero stato messo nelle condizioni di influenzare il processo», ribadendo che le modalità operative non erano quelle necessarie per un’efficace liberazione degli ostaggi.
Tsur critica il governo di Netanyahu per aver sprecato le prime ore cruciali dopo l’attacco: «Nei momenti di alta tensione ci sono opportunità che è possibile sfruttare solo nei primi giorni, ma mai più dopo». Evidenzia tre ragioni principali per cui questa perdita è stata significativa, cominciando da quanto riportato da Yahya Sinwar, leader di Hamas, il quale si sentiva forte e in controllo della situazione.
Inoltre, secondo Tsur, Hamas aveva bisogno di correggere la cattiva impressione creata dall’attacco, approfittando della tempistica per coinvolgere paesi islamici e autorità religiose nel raggiungere un accordo per la liberazione dei civili. Nelle prime 24 ore, Hamas insisteva di non aver rapito né donne né bambini, ma si è trovato subito smentito dai dati pubblicati.
Infine, Tsur menziona il terzo errore strategico: dopo l’attacco, Israele aveva la legittimità internazionale per chiedere supporto, ma ha fallito nello sfruttare questo vantaggio. Secondo lui, Israele avrebbe potuto chiedere l’intervento di forze militari arabe per smilitarizzare alcune aree di Gaza. Ma non lo ha fatto, preferendo procedere unilateralmente, cosa che ha condotto a una situazione di conflitto sempre più sfavorevole.
La visione di Tsur rappresenta una riflessione critica su come gestire le situazioni di crisi e le opportunità diplomatiche che possono sorgere nei momenti di vulnerabilità nazionale.