Crisi del Partito Democratico: tensioni e rivalità in Campania, Puglia e Calabria
Il Partito democratico in Italia meridionale affronta una crisi profonda, con conflitti interni acuiti in Campania, Puglia e Calabria, dove l’incertezza regna sovrana. Anche in Campania, dove apparentemente si era raggiunta una certa stabilità, continua a esserci pressante richiesta da parte di parte del partito affinché la segretaria, Elly Schlein, mantenga la promessa di allontanare il “cacicco” Vincenzo De Luca, riporta Attuale.
In Calabria, la situazione è particolarmente precaria poiché non esiste ancora un candidato ufficiale per sfidare il governatore uscente Roberto Occhiuto, a meno di due mesi dalle elezioni. Si cerca di convincere Pasquale Tridico, eurodeputato ed ex presidente Inps, a guidare la coalizione, ma fino ad ora ha mostrato esitazione, attendendo il vertice di oggi tra i leader. Nel frattempo, Nico Stumpo è pronto a entrare in gioco. In Puglia la situazione è persino più complessa con la candidatura dell’eurodeputato Antonio Decaro in bilico, dopo che l’ex presidente Nichi Vendola e l’attuale Michele Emiliano hanno manifestato l’intenzione di concorrere per il Consiglio regionale, una mossa percepita da Decaro come un tentativo di “commissariamento”.
Il nodo centrale resta in Campania, la regione più popolosa in campagna elettorale, dove si gioca una battaglia strategica per il futuro del partito. Le imminenti elezioni regionali stanno mettendo in evidenza le frizioni interne, in particolare riguardo a Piero De Luca, figlio del presidente uscente. Tanti dirigenti, inclusi esponenti della sinistra dem, si oppongono alla sua nomina alla segreteria regionale, considerandola una decisione imposta dal padre-governatore. La tensione è aumentata quando De Luca ha forzato l’accelerazione del congresso, previsto per settembre, sotto la supervisione di Antonio Misiani. Secondo voci, durante un incontro con Schlein, De Luca sarebbe riuscito a garantirsi il pieno controllo del programma e della segreteria regionale, oltre a presentare due liste civiche con i suoi alleati più stretti.
In aggiunta, l’accordo include garanzie per la riconferma dei dirigenti delle Asl regionali e il mantenimento di opere importanti come il progetto ‘Il Faro’ e l’assegnazione di assessorati chiave nella futura giunta. Tali condizioni sarebbero state cruciale per ottenere il supporto a Roberto Fico, noto volto del Movimento 5 Stelle, attualmente leader nei sondaggi per la presidenza della Campania. Per De Luca, questo rappresenterebbe un forte passo avanti. La situazione interna al Pd campano, dunque, è altamente tesa: i sostenitori di Schlein, tra cui i deputati Sandro Ruotolo e Marco Saracino, si oppongono a un accordo che sembra avvantaggiare De Luca.
Il sostegno a Fico, candidato per la presidenza regionale promosso dal Pd, M5S e Avs, rappresenta un frutto di trattative intricate, con De Luca che ha solo dopo complesse discussioni deciso di rimuovere il veto sul pentastellato, in cambio di concessioni notevoli. Tuttavia, molti nel Pd temono che tale compromesso possa risultare deleterio, cementando una gestione “familiare” su un intero apparato politico e istituzionale nella regione.
Che caos in Campania e nelle altre regioni! L’idea di una gestione “familiare” del partito mi fa venire i brividi… Ma possibile che non riescano a trovare qualcuno che possa finalmente fare bene? 😒 Siamo stanchi delle solite faide!