L’economia cinese: crescita incerta tra innovazione e sfide strutturali

24.09.2025 16:45
L'economia cinese: crescita incerta tra innovazione e sfide strutturali

Contraddizioni dell’economia cinese: la dualità tra progresso tecnologico e crisi economica

Due visioni contrastanti della Cina emergono dai mezzi di comunicazione e dai social media. Da una parte, c’è un’idea di Cina proiettata verso il futuro, caratterizzata da automobili elettriche, grattacieli illuminati a LED e droni. È una Cina capace di sviluppare infrastrutture imponenti e fornire servizi che superano quelli occidentali per una vasta parte dei suoi cittadini. Dall’altra, emergono dati economici sempre più deludenti, con una crescita del PIL nel 2024 del 5%, la più bassa da decenni, se si escludono le crisi pandemiche. I dati di agosto mostrano che tutti gli indicatori economici, dalle vendite al dettaglio alle esportazioni, hanno registrato una crescita inferiore alle aspettative. La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 18,9%, il livello più alto da quando il governo ha cambiato il metodo di calcolo l’anno scorso, in un tentativo di mostrare risultati più ottimisti, riporta Attuale.

Queste due immagini della Cina sembrano contraddirsi, ma riflettono le scelte strategiche della leadership del Partito Comunista che sta guidando una transizione economica dalle conseguenze incerte, accentuando queste contraddizioni. Il modello di crescita, adottato dagli anni Ottanta e che ha reso possibile il «miracolo economico cinese», è entrato in crisi, una situazione prevista da lungo tempo. Nel 2007, l’allora primo ministro Wen Jiabao allertava sulla instabilità e insostenibilità dell’economia cinese.

Gli economisti, sia cinesi che internazionali, sono generalmente concordi sulle misure da adottare per rilanciare l’economia. Tuttavia, le azioni che il presidente Xi Jinping deve intraprendere differiscono da quelle che intende realizzare. La Cina si trova ora di fronte a un momento di rallentamento, che è in parte fisiologico, poiché i paesi tendono a rallentare la crescita dopo aver raggiunto un certo livello di sviluppo, e in parte attribuibile a fattori esterni e errori di pianificazione economica.

La crisi immobiliare, iniziata nel 2021, è stata uno dei fattori principali di questo rallentamento. La bolla è scoppiata dopo che le banche statali e i governi locali avevano supportato una speculazione eccessiva nel settore immobiliare, portando le aziende a indebitarsi pesantemente. Quando queste aziende non sono state in grado di ripagare i debiti, il mercato ha subito un crollo. Nonostante le misure adottate dal governo per salvaguardare il settore, l’economia continua a risentirne. Dal 2021, i prezzi delle case sono in calo e il settore, che in passato ha contribuito a un terzo della crescita del PIL, oggi funge da freno per l’economia.

Inoltre, è chiaro che il modello di crescita cinese non è sostenibile. Gli investimenti, pubblici e privati, sono stati il motore di crescita fino ad ora, ma questo non è sufficiente. Nelle economie mature, i consumi privati rappresentano la maggior parte della crescita, mentre in Cina ciò costituisce solo il 37% del PIL. Per anni, si è ritenuto che, poiché la crescita ancorata agli investimenti stava rallentando, fosse necessario sostituirla con la crescita derivante dai consumi.

Quando Xi Jinping è stato nominato leader del Partito Comunista nel 2012, molti si aspettavano che guidasse questa transizione. Tuttavia, oggi sembra che Xi stia cambiando direzione. Egli ha posto come priorità l’obiettivo di trasformare la Cina in un paese competitivo, disposto a tollerare distorsioni economiche a favore di un obiettivo politico più ampio: superare gli Stati Uniti nella competizione globale.

Il nuovo modello di crescita si concentra sulle tecnologie avanzate, inclusi settori chiave come l’intelligenza artificiale e le energie rinnovabili. Le «nuove forze produttive di qualità» dovrebbero alimentare la crescita economica cinese, con un aumento degli investimenti piuttosto che una loro riduzione. Alle aziende è stato richiesto di affrontare un sovraccarico di produzione, mentre le guerre di prezzo nel settore delle auto elettriche hanno costretto molte imprese a chiudere.

La crisi della sovrapproduzione ha portato alcune aziende a puntare sulle esportazioni per smaltire l’eccesso di beni. Tuttavia, molti paesi hanno adottato misure protettive contro l’importazione di beni cinesi a basso costo, complicando ulteriormente la situazione economica. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno imposto dazi su vari prodotti cinesi, mentre paesi tradizionalmente accoglienti verso la Cina stanno adottando misure simili.

Questi problemi pongono a rischio una deflazione, una condizione preoccupante per l’economia, che può manifestarsi quando i prezzi calano a causa della stagnazione economica. I giovani cinesi, in particolare, vivono l’esperienza dell’«involuzione», un termine che descrive la competizione eccessiva che porta a rendimenti decrescenti. Questo fenomeno è evidente sia a livello personale che a livello macroeconomico, dove l’aumento della produzione non è sostenuto da una domanda reale.

Il governo è consapevole di queste contraddizioni e ha già implementato varie misure per affrontare le guerre di prezzo nel settore automobilistico e sostenere la domanda interna. Tuttavia, continua a promuovere la crescita attraverso investimenti e produzione, sperando che i cicli competitivi portino alla superiorità tecnologica nel lungo termine. La Cina si trova quindi in un momento critico, svolgendo una scommessa sulla sua capacità di affrontare le sfide economiche mentre lavora per raggiungere i suoi obiettivi politici.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere