Leo: aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro, flat tax per giovani

25.09.2026 07:45
Leo: aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro, flat tax per giovani

Futuro del bilancio 2026 e focus sul ceto medio

La manovra di bilancio per il 2026 si concentra sul sostegno al ceto medio, come confermato dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. Durante la presentazione del Rapporto di Itinerari previdenziali, Leo ha dichiarato l’impegno ad estendere la seconda aliquota Irpef del 33% sui redditi fino a 60.000 euro, una proposta che ridurrebbe le tasse per circa 3 milioni di contribuenti, riporta Attuale.

Questa estensione comporterebbe un risparmio di imposte annuali che varierebbe da circa 100 euro per i redditi di 51.000 euro fino a 1.000 euro per i redditi di 60.000 euro. Tuttavia, la misura richiederà allo Stato di trovare risorse pari a circa 3 miliardi di euro all’anno per compensare le minori entrate fiscali.

Azione governativa e ricadute economiche

Nonostante i recenti dati economici sfavorevoli, con l’Istat che ha rilevato un deficit del 3,1% del PIL per il 2025, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato l’intenzione di procedere con la riduzione delle aliquote Irpef. Inoltre, il governo prevede di attuare una parziale abolizione permanente del bollo auto, che richiederà ulteriori 2,4 miliardi di euro all’anno.

In una mossa correlata, il consiglio dei ministri ha approvato un decreto per rinviare di un anno il blocco della circolazione dei diesel Euro 5, estendendo la scadenza al 1° ottobre 2027 per Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.

Tassazione e pensioni: prospettive politiche

Durante un intervento a Telefisco di Il Sole 24 Ore, Leo ha promesso di promuovere una flat tax per i giovani, con una tassa del 5% sugli aumenti salariali per gli under 35. Ha anche aperto alla possibilità di una cedolare secca per gli immobili commerciali, a determinate condizioni.

In materia di pensioni, la Lega insiste affinché chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 possa ritirarsi a 64 anni, con l’assegno calcolato col metodo contributivo. Sebbene questa proposta potrebbe diminuire i benefici pensionistici di almeno il 10%, il governo intende ridurre il deficit al di sotto del 3% già quest’anno per uscire dalla procedura d’infrazione Ue entro il 2027.

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