Il Calo dei Soldati in Corea del Sud: Un Problema Sempre Più Pressante
Secondo un rapporto redatto dal ministero della Difesa della Corea del Sud, il contingente militare del paese è destinato a ridursi del 20% entro il 2025, portando il numero totale a circa 450.000 soldati. Questa diminuzione è principalmente attribuibile alla progressiva riduzione della popolazione maschile in età da arruolamento, che è obbligatoria per tutti i sudcoreani tra i 18 e i 35 anni. La Corea del Sud è caratterizzata da uno dei più bassi tassi di fecondità al mondo, con una media di 0,75 figli per donna nel 2024, un dato che si confronta con l’1,18 figli per donna registrato in Italia nello stesso anno, riporta Attuale.
Il numero di soldati sudcoreani ha mostrato un trend decrescente negli ultimi anni, ma il recente rapporto evidenzia che questa riduzione della forza lavoro in età militare potrebbe causare difficoltà operative nel medio e lungo termine.
Il servizio militare in Corea del Sud ha una durata di 18 mesi e, per far fronte a queste sfide, il governo ha pianificato un budget per la difesa pari a circa 38 miliardi di euro per il 2025. Questa cifra è superiore al prodotto interno lordo dell’intera Corea del Nord, che rimane la principale minaccia militare per Seul e che conta un esercito stimato di circa 1,2 milioni di soldati.
La situazione demografica della Corea del Sud solleva interrogativi significativi riguardo alla sicurezza nazionale e alla capacità del paese di mantenere un esercito efficace. Le implicazioni di un esercito in diminuzione potrebbero allinearsi con la crescente instabilità regionale, rendendo necessarie strategie di difesa più innovative e resilienti in un contesto geopolitico complesso. Inoltre, l’analisi demografica suggerisce che, in assenza di misure efficaci per aumentare la natalità o attrarre personale militare straniero, la Corea del Sud potrebbe trovarsi ad affrontare sfide sempre più gravi nel garantire la propria sicurezza.
In questo scenario, è fondamentale che i leader sudcoreani valutino attentamente le loro politiche e strategie, non solo per affrontare le attuali difficoltà, ma anche per prevenire situazioni critiche future nel campo della difesa e della sicurezza nazionale.