Indagini sui due ex leader della Corea del Sud: la posizione di Kim Keon-hee
La scorsa settimana, Kim Keon-hee, ex first lady della Corea del Sud, ha affrontato il suo primo interrogatorio da parte di una commissione speciale, istituita dal parlamento nel giugno scorso, per indagare sul tentativo dell’ex presidente Yoon Suk-yeol, suo marito, di instaurare la legge marziale. Oltre a esaminare i fatti principali, la commissione ha il compito di svolgere indagini autonome su Kim, una dimostrazione della sua fluente influenza e della centralità che ha avuto nel dibattito politico sudcoreano, soprattutto in seguito a una serie di scandali dai quali il marito ha cercato di proteggerla durante il suo mandato.», riporta Attuale.
Ad aprile, Yoon è stato destituito e attualmente è in carcere, sottoposto a processo per insurrezione, tradimento e abuso di potere. Recentemente, i procuratori speciali hanno avanzato la richiesta di custodia cautelare anche per Kim, accusandola di corruzione. Se il tribunale distrettuale di Seoul accogliesse tale richiesta, sarebbe un evento senza precedenti nella storia del paese: per la prima volta un ex presidente e la sua consorte rischierebbero di essere arrestati contemporaneamente, una situazione senza precedenti anche in un contesto di scandali politici noti nella Corea del Sud.
Kim ha mantenuto il silenzio davanti ai giornalisti, rilasciando solo una dichiarazione pubblica in cui esprimeva rammarico per il ruolo che ha ricoperto in questa vicenda: «Mi spiace che una signora nessuno come me abbia causato tutta questa inquietudine nel paese». Questa affermazione, sebbene sembri un tentativo di apparire cooperativa, è in realtà errata; Kim ha goduto per anni della notorietà di una first lady ed è stata coinvolta in diversi scandali che hanno contribuito a minare il consenso nei confronti di Yoon.
Durante il suo mandato, da presidente nel 2022 fino a dicembre scorso, Yoon ha utilizzato i suoi poteri per ostacolare le richieste dell’opposizione di indagare sulla coppia presidenziale, malgrado non avesse la maggioranza in parlamento. Con il cambiamento del panorama politico dopo le elezioni di giugno, il Partito Democratico, avversario del Partito del Potere Popolare di Yoon, ora detiene la presidenza.
Le indagini su Yoon e Kim, ritenute una priorità dai Democratici, sono iniziate non appena le condizioni politiche sono state favorevoli. Yoon continua ad avere un consistente gruppo di sostenitori, che accusano le indagini della commissione di essere motivate politicamente.
Uno dei casi più famosi riguardanti Kim ha suscitato l’attenzione dei media internazionali per un video trapelato a gennaio 2024, in cui appariva mentre accettava in regalo una borsa di marca del valore di oltre 2.000 euro. Sebbene non sia stata incriminata per quest’episodio specifico, i suoi critici sostengono che esso dimostri la sua vulnerabilità alla corruzione e l’abuso della sua posizione pubblica a scopi personali.
La questione della borsa di Dior ha avuto ripercussioni politiche significative in Corea del Sud, danneggiando l’immagine del presidente e svolgendo un ruolo nel disastroso risultato del suo partito nelle elezioni parlamentari del 2024. A questa vicenda si aggiungono altri scandali precedenti in cui Kim ha dovuto scusarsi per aver mentito sul suo curriculum e altre accuse che hanno portato a sedici capi d’imputazione contro di lei.
Kim è accusata di aver ricevuto due borse di Chanel del valore complessivo di oltre 12.000 euro e un collier di diamanti dalla Chiesa dell’Unificazione, in cambio di un trattamento favorevole da parte di Yoon nei confronti delle attività del gruppo religioso. A dicembre, un suo stretto collaboratore, lo sciamano Jeon Seong-bae, è stato arrestato con l’accusa di aver funto da intermediario tra la chiesa e Kim. Jeon ha ammesso di aver ricevuto beni di lusso, ma ha sostenuto che avrebbe perso questi oggetti prima di consegnarli alla first lady. Recentemente, alcune sedi della chiesa sono state perquisite dagli investigatori.
Nella loro prima missione ufficiale nel 2022, Kim ha indossato un ciondolo dal valore di 37.000 euro che non figura nelle dichiarazioni dei redditi della coppia, contravvenendo così alla legge. Inoltre, Kim è accusata di aver partecipato a uno schema illecito per gonfiare il valore azionario di una compagnia che opera nel settore automobilistico. I procuratori sostengono che abbia perpetrato un’operazione simile nel 2023 con un’impresa nel settore edilizio.
Un altro caso politico, emerso lo scorso novembre, accusa Kim e Yoon di aver influenzato le primarie del Partito del Potere Popolare nel 2022, orientando la scelta di almeno un candidato parlamentare, facendo leva su un sondaggista collegato a loro. Si sostiene che questa manovra sia stata un modo per ricompensarlo per il lavoro svolto per loro in passato. Inoltre, vi sarebbero segnalazioni che suggeriscono che il sondaggista abbia manipolato i sondaggi per favorire Yoon durante le primarie del 2021.
Il New Yorker ha evidenziato come Kim Keon-hee sembri aver esercitato un controllo inappropriato sull’attività esecutiva del marito, portandola ad affrontare accuse di concussione, corruzione e interferenza elettorale. Diversi esperti e commentatori hanno sottolineato il suo forte influsso nell’amministrazione di Yoon, ritenendola determinante anche per la sua decisione di entrare in politica, dopo aver superato il test di ammissione dopo diversi tentativi. Il settimanale Le Monde ha definito Kim l’«eminenza grigia» di Yoon, la sua consigliera più influente e segreta.
Questa percezione è condivisa da molti all’interno della politica sudcoreana. Alcuni esponenti del Partito Democratico ritengono che il tentativo di Yoon di instaurare la legge marziale, avvenuto in un contesto di difficoltà politiche crescenti, abbia avuto lo scopo di ostacolare le indagini a suo carico e di Kim, cercando di distogliere l’attenzione dai vari scandali. Questa tesi è emersa anche durante il dibattito parlamentare sull’impeachment di Yoon.
Il comportamento di Yoon durante le indagini è stato evasivo; si è rifiutato di testimoniare, sia al processo sia sull’inchiesta relativa a Kim. Recentemente, ha mostrato resistenza durante l’interrogatorio degli investigatori, comportandosi in modo altamente provocatorio. A differenza delle sue predecessori, interrogate come persone informate dai fatti, Kim è la prima ad essere convocata come sospettata.