Il governo Netanyahu accelera l’approvazione di leggi controverse prima delle elezioni del 27 ottobre

14.07.2026 11:55
Il governo Netanyahu accelera l'approvazione di leggi controverse prima delle elezioni del 27 ottobre

Israele: Netanyahu accelera sull’approvazione di leggi controverse prima delle elezioni

Il governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu sta avviando un’accelerazione nell’approvazione di una serie di leggi controverse prima della dissoluzione del parlamento il 17 luglio, in vista delle elezioni del 27 ottobre. Netanyahu, in difficoltà nei sondaggi e ricandidato, intende sfruttare il tempo limitato per approvare norme favorevoli a lui e ai suoi alleati, riporta Attuale.

Le leggi più controverse riguardano principalmente la designazione ufficiale dello studio della Torah come “valore fondante” dello stato israeliano, approvata lunedì. Questo inserimento nelle Leggi Fondamentali, che rivestono un’importanza cruciale nel sistema giuridico israeliano, risponde a una richiesta degli ebrei ultraortodossi, che da sempre sono esonerati dal servizio militare per il loro impegno nello studio della Torah.

La questione dell’arruolamento è divenuta centrale nel dibattito pubblico a seguito dell’intensificarsi del conflitto nella Striscia di Gaza. Una decisione della Corte Suprema israeliana nel giugno 2024 ha previsto che anche gli ultraortodossi debbano arruolarsi, creando difficoltà per il governo di Netanyahu, sostenuto dai partiti ultraortodossi che desiderano mantenere l’esenzione.

I partiti ultraortodossi avevano richiesto che lo studio della Torah fosse equiparato al servizio militare, evitando così l’arruolamento, ma hanno accettato una versione meno incisiva della legge. Ciò nonostante, l’inclusione della Torah come “valore fondante” potrebbe complicare ulteriormente l’obbligo di leva. Un’altra proposta di legge, in fase di approvazione, prevede di vietare l’arresto degli ultraortodossi che eludono il servizio militare.

La seconda legge in discussione prevede la creazione di una commissione d’indagine sulla strage perpetrata da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023. Questa commissione dovrà esaminare anche gli errori del governo israeliano, i cui membri saranno nominati dal parlamento, garantendo così al governo un’influenza significativa sulla commissione stessa.

Questo approccio consente a Netanyahu di evitare il riconoscimento dei fallimenti dell’apparato statale, nonostante Israele possieda uno dei più avanzati sistemi militari e di intelligence del Medio Oriente. L’incapacità di prevedere e fermare l’aggressione di Hamas ha causato oltre 1.200 morti. In risposta, Israele ha condotto operazioni militari intensive nella Striscia, rendendo inabitabili ampie zone e causando significative perdite fra la popolazione palestinese.

La legge sulla commissione d’indagine è stata approvata in prima lettura la settimana scorsa, ma mancano ancora due voti per la sua definitiva approvazione. L’opposizione ha già annunciato il suo boicottaggio di una commissione controllata dal governo, richiedendo invece una commissione indipendente, con membri selezionati dalla Corte Suprema, che rappresenta da tempo un contrappeso al potere esecutivo.

Un’altra legge in discussione prevede riforme che consentirebbero al governo di avere maggiore controllo sui media, a favore di Channel 14, un’emittente vicina alle posizioni estremiste dell’attuale governo. Le opposizioni considerano questo un attacco alla libertà di stampa.

Le elezioni di ottobre sono percepite come un referendum sulla leadership di Netanyahu, in carica dal 2009 (con una breve pausa tra 2021 e 2022) e attualmente sotto processo per varie accuse di corruzione. Il suo partito, il Likud, è in difficoltà nei sondaggi e il governo sta tentando di influenzare il voto per garantire la propria sopravvivenza politica.

Dall’altra parte, in Israele non esiste un’opposizione di sinistra significativa. Negli ultimi vent’anni, la politica si è spostata sempre più a destra, dividendo il consenso tra l’estrema destra di Netanyahu e partiti moderati ma comunque conservatori.

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