Palmoli – Una lettera, scritta in inglese da Catherine Birmingham, madre di tre bambini, è emersa dalla casa protetta di Vasto, evidenziando un atto di resistenza e un grido di dolore da parte della sua famiglia. La donna, che vive con i suoi figli da quando il giudice ha sospeso la potestà genitoriale a lei e al marito Nathan Trevallion lo scorso 20 novembre, ha condiviso come i suoi figli stiano vivendo un trauma e un’ansia costante. “Ho dovuto guardare la completa distruzione, il trauma e l’ansia costante crescere nei miei tre figli, ogni giorno per quasi tre mesi. E le stesse persone che avrebbero dovuto proteggerli dal male stanno attivamente supportando tutto questo”, riporta Attuale.
La lettera-sfogo contro la tutrice e la curatrice
La lettera di Catherine è indirizzata a Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, tutrice e curatrice nominate dal tribunale. In essa, esprime un forte sfogo nei confronti degli assistenti sociali che si occupano dei bambini nella casa famiglia da tre mesi. “Carissime Maria Luisa e Marika, mi avete chiesto perché non vi parlassi. L’ho fatto io, l’hanno fatto i miei figli, vi hanno detto che sono infelici qui, che non gli piace, il maschietto ha parlato a nome delle sue sorelle, dicendo che questo posto è brutto. Vi hanno detto che vogliono tornare a casa e che gli mancano il loro papà, i loro animali, i loro amici e la loro casa. Come persone nominate per rappresentare questi bambini, le loro richieste d’aiuto sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore”, ha scritto Catherine.
Il tono accusatorio prosegue con la denuncia di “bugie” e “informazioni distorte” diffuse dalla struttura. “Questi bambini sono molto intelligenti, sensibili e creativi. La loro fiducia è stata tradita da ogni adulto che avrebbe dovuto garantire loro sicurezza e cure, voi compresi”, ha continuato Catherine, sottolineando che i bambini devono immediatamente essere restituiti ai genitori per iniziare a guarire dal trauma subito. “Ogni giorno assisto a comportamenti distruttivi e segni di disagio che suggeriscono un profondo stato di angustia”, ha concluso.
I legali di Catherine e Nathan hanno presentato una richiesta per la revoca della sospensione della responsabilità genitoriale, accompagnata da una relazione del neuropsichiatra Tonino Cantelmi. Questa consulenza evidenzia la “grande angoscia” vissuta dai bambini, costretti a separarsi dai genitori e a vivere in condizioni inadeguate. Cantelmi ha dichiarato: “Abbiamo visionato un centinaio di file relativi a foto e video che riguardano i bambini. Tutta questa imponente documentazione è scioccante: i bambini soffrono e stanno male”.
Il documento dei legali mette in evidenza le manifestazioni cliniche sintomatiche del trauma subito dai minori, evidenziando sintomi di autolesionismo e comportamenti regressivi. Queste problematiche si sarebbero intensificate dopo la separazione dal contesto familiare originale avvenuta tre mesi fa. “Le manifestazioni cliniche indicano che l’esperienza di separazione ha già prodotto un impatto significativo e lesivo sul loro equilibrio psicologico”, si legge nel rapporto. Il professor Cantelmi ha affermato che il dolore dei bambini sembra invisibile agli occhi del servizio sociale, mentre la loro sofferenza è palpabile e documentata.