Le Recenti Dinamiche della Pace in Ucraina e le Posizioni Europee
I leader dei principali paesi europei hanno chiarito che una possibile pace in Ucraina non può essere discussa senza il presidente Volodymyr Zelensky, il quale non è stato invitato al previsto incontro del 15 agosto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin, riporta Attuale.
Il Regno Unito, la Francia, la Germania, l’Italia, la Polonia e la Finlandia si sono schierati a sostegno dell’Ucraina, cercando di prevenire un accordo tra Stati Uniti e Russia che possa includere condizioni inaccettabili per Zelensky, come la cessione di territori occupati dalla Russia a seguito dell’invasione avvenuta nel 2022.
Sabato scorso, i rappresentanti dei paesi europei si sono riuniti nel Regno Unito con il vicepresidente statunitense JD Vance, il ministro degli Esteri britannico David Lammy e alti funzionari ucraini, per discutere le intenzioni di Trump e per richiedere che Zelensky e i rappresentanti europei siano inclusi nell’incontro previsto per venerdì. Secondo CNN, l’amministrazione statunitense avrebbe informato informalmente della possibilità di includere Zelensky in un incontro trilaterale, ma probabilmente in un secondo momento, poiché Putin desidererebbe escluderlo.
Negli ultimi giorni, la situazione ha subito un’accelerazione inaspettata per l’Ucraina e gli stati europei. La dinamica è cambiata dopo che Putin ha accolto al Cremlino Steve Witkoff, uno dei principali diplomatici di Trump. Prima di questo, il presidente russo era rimasto sempre più isolato; dopo vari tentativi di distensione, Trump aveva presentato degli ultimatum e aveva riavviato i rapporti con l’amministrazione di Zelensky, che erano stati compromessi da una controversia alla Casa Bianca lo scorso febbraio. Tuttavia, dopo aver a lungo rifiutato di trattare sui territori, durante l’incontro con Witkoff, Putin ha segnalato la sua disponibilità a negoziare, per evitare l’isolamento in cui si era trovato.
Il New York Times ha scritto che «parlando un linguaggio familiarmente commerciale per Trump, Putin ha ottenuto ciò che cercava da gennaio: un incontro bilaterale con il presidente americano, senza Zelensky, per presentare la sua proposta di accordo».
L’Ucraina e le nazioni europee si sono trovate spiazzate, cercando di inserirsi nelle trattative. Temono che Trump possa cercare di raggiungere un accordo con Putin da imporre a Zelensky, previste concessioni territoriali che non sono accettabili per l’Ucraina e l’Europa.
Le richieste di Putin, sebbene non del tutto chiare, secondo le informazioni fornite dai media americani, includerebbero il riconoscimento del controllo della Crimea, illegalmente annessa nel 2014, e dell’intera regione del Donbas, comprese le aree delle province di Donetsk e Luhansk ancora sotto il controllo ucraino. Il presidente russo vorrebbe anche che il fronte rimanesse congelato come è attualmente, coprendo i territori occupati dai russi intorno a Kherson e Zaporizhzhia.
Secondo il Wall Street Journal, i funzionari europei a conoscenza delle richieste russe hanno notato che queste risultano meno estreme rispetto a quelle precedentemente espresse da Putin, che chiedevano il controllo totale sulle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, la demilitarizzazione dell’Ucraina e il cambiamento del suo governo. Tuttavia, queste rimangono inaccettabili secondo quanto affermato da Zelensky, in quanto comporterebbero la cessione di territori attualmente controllati dall’Ucraina.
Con l’appoggio dell’Unione Europea, l’Ucraina ha dichiarato di voler un cessate il fuoco come precondizione per qualsiasi negoziato. Qualsiasi cessione territoriale dovrebbe prevedere il ritiro dell’esercito russo da altre zone. Dopo l’incontro tra Witkoff e Putin, Trump ha comunicato ai leader europei che, se l’Ucraina accettasse di cedere l’intera regione di Donetsk, la Russia potrebbe ritirarsi dalle aree occupate vicino a Zaporizhzhia e Kherson. Tuttavia, successivamente, Witkoff ha rettificato questa posizione, affermando che Putin desiderava congelare la situazione attuale del fronte, proposta respinta dall’Ucraina.
Oltre alle questioni territoriali, un eventuale accordo dovrebbe includere garanzie di sicurezza per l’Ucraina, con un coinvolgimento delle forze militari europee e americane, e mantenere la possibilità per l’Ucraina di entrare nella NATO in futuro. Queste condizioni, finora, sono state escluse dalle discussioni con Putin.