Iran, Trump esprime la sua posizione: «Voglio tutto, non un accordo al 90%»

13.04.2026 08:35
Iran, Trump esprime la sua posizione: «Voglio tutto, non un accordo al 90%»

DALLA NOSTRA INVIATA
ISLAMABADSfinito dopo ventuno ore di negoziati, il vicepresidente americano JD Vance annuncia il fallimento delle trattative con l’Iran. «Hanno scelto di non accettare i nostri termini», dichiara. «Ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice: un’intesa che rappresenta la nostra offerta finale e migliore». Vance lascia agli iraniani la responsabilità di decidere se accettarla o respingerla, specificando che Washington desidera «un impegno netto della Repubblica islamica a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari», riporta Attuale.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, risponde rapidamente: «Le discussioni si sono concentrate su vari temi, ma il successo del tavolo dipende dall’accettazione da parte degli Stati Uniti dei diritti e degli interessi legittimi dell’Iran», afferma, sottolineando che «questi colloqui avvengono dopo 40 giorni di conflitto imposto, in un’atmosfera di sfiducia».

Quando gli viene chiesto se la diplomazia sia giunta al termine, Baghaei ribatte che «la diplomazia non finisce mai». Il dialogo tra le due potenze si presenta come un gioco di responsabilità crescente, senza progressi evidenti, mentre il Medio Oriente rimane in una situazione di vulnerabilità.

Nel frattempo, i pachistani cercano di mantenere aperti i canali di comunicazione con entrambe le parti, sebbene il contesto rimanga teso. Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, afferma con fermezza: «L’Iran non avrà mai un’arma nucleare!». Aggiunge: «Ho detto ai miei: voglio tutto. Non voglio il 90%. Non voglio il 95%. Ho detto loro: voglio tutto».

In un’intervista a Fox News, Trump esprime fiducia che gli iraniani si presenteranno al tavolo delle trattative e cederanno completamente alle richieste americane. L’elemento cruciale delle negoziazioni sembra essere lo Stretto di Hormuz, dove Trump menziona un imminente blocco navale e il coinvolgimento di dragamine americani e britannici.

Il Comando centrale degli Stati Uniti annuncia l’intenzione di attuare un blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani a partire dal 13 aprile. Questo blocco sarà applicato a tutte le navi indipendentemente dalla loro nazionalità.

In risposta, i pasdaran iraniani avvertono di un «vortice mortale» che potrebbe scaturire dallo Stretto di Hormuz. Il capo delegazione iraniano, Mohammed Ghalibaf, afferma: «Se combattono, combatteremo, e se si presentano con la logica, useremo la logica. Non ci piegheremo ad alcuna minaccia».

Trump insiste sul fatto che l’ambizione nucleare iraniana resta un problema chiave. Sottolinea che gli iraniani si rifiutano di rinunciare a tali ambizioni, ribadendo l’urgenza della questione nucleare.

Le problematiche da trattare sono numerose e intricate: non solo il futuro dell’uranio ma anche lo smantellamento degli impianti nucleari, il recupero dell’uranio altamente arricchito e un quadro di pace più ampio. Anche le richieste relative ai gruppi alleati dell’Iran nella regione e il libero accesso allo Stretto di Hormuz senza pedaggi rappresentano temi delicati.

Nel frattempo, Israele si mantiene vigile e pronto all’azione. Le televisioni israeliane riportano che le forze di difesa israeliane (IDF) sono già in massima allerta, mentre il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha ordinato di prepararsi a una potenziale ripresa delle ostilità con l’Iran.

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