Licenziamento del generale Oleksandr Syrsky: Zelensky risponde alle pressioni popolari
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha destituito il capo delle forze armate ucraine, il generale Oleksandr Syrsky, in risposta a giorni di proteste da parte dei manifestanti che ne chiedevano la rimozione, riporta Attuale.
Le manifestazioni erano iniziate dopo l’allontanamento del ministro della difesa Mychajlo Fedorov, avvenuto a causa di tensioni tra lui e Syrsky. Fedorov aveva guadagnato popolarità grazie a un cambiamento nell’approccio alla guerra dell’Ucraina, enfatizzando l’uso di tecnologia avanzata, come droni e robot.
Il sostegno per Fedorov ha rapidamente trasformato le proteste in contestazioni dirette contro Syrsky, accusato di avere una strategia obsoleta e di stampo sovietico, insensibile alle perdite tra i soldati. Questo comportamento gli è valso il soprannome di «il macellaio». Syrsky è stato descritto come focalizzato su piccole conquiste al fronte, anche a costo di significative perdite, e privo di un piano operativo complessivo credibile.
Durante i contrasti tra i due, Syrsky sosteneva la necessità di acquistare carri armati e artiglieria, mentre Fedorov insisteva sull’importanza di investire in droni e robot. Syrsky considerava Fedorov troppo “visionario” e poco pragmatico rispetto alla realtà di un conflitto che continuava a condurre in gran parte come un guerra di trincea. Zelensky ha scelto di dismettere Fedorov per timore di non trovare un sostituto adeguato tra i generali delle forze armate ucraine in grado di garantire una transizione senza problemi.