Roggero, allerta per le minacce ai giudici nel caso del gioielliere condannato per omicidio

22.07.2026 05:35
Roggero, allerta per le minacce ai giudici nel caso del gioielliere condannato per omicidio

Il caso Roggero: scontro politico sull’omicidio di rapinatori da parte di un gioielliere

Il caso di Mario Roggero, il gioielliere piemontese di 72 anni condannato a oltre 14 anni di carcere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, ha innescato un forte dibattito politico e istituzionale. Il partito Fratelli d’Italia, attraverso una proposta di legge presentata dal senatore Raffaele Speranzon, ha riaffermato la necessità di non consentire che i delinquenti siano risarciti dalle vittime. La proposta, depositata nel giugno 2025, mira a modificare profondamente l’articolo 2044 del codice civile e l’articolo 185 del codice penale, riguardanti la responsabilità civile negli eventi di legittima difesa, riporta Attuale.

La nuova normativa prevede un automatismo di esclusione per i risarcimenti, specificando che “il risarcimento non è dovuto se il danneggiato ha posto in essere la condotta, consapevole e volontaria, con violenza non lieve alla persona o al patrimonio o con minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica”. Il vicepremier Matteo Salvini ha evidenziato l’intenzione di rivedere la disciplina della legittima difesa: “Ne parleremo. Ci stiamo lavorando da mesi… Non si può pretendere assoluta lucidità da chi è minacciato a mano armata”. Riguardo alla detenzione di Roggero, Salvini ha osservato che, pur essendo in carcere, l’uomo può usufruire di alternative alla reclusione.

La questione della detenzione di Roggero è complicata da lungaggini burocratiche: l’ufficio di sorveglianza di Torino ha attenzionato l’evoluzione del caso, segnando un rimbalzo delle pratiche inviate per la richiesta di misure alternative. L’avvocato Stefano Marcolini ha criticato aspramente tali ritardi. Contemporaneamente, l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha sollevato preoccupazioni riguardo alle “minacce, insulti e messaggi d’odio” subiti dai giudici coinvolti nel processo, sottolineando che sono stati attaccati per aver applicato la legge sul tema dell’omicidio e della legittima difesa.

Le forze di opposizione, nel frattempo, hanno attaccato le iniziative della maggioranza. Giuseppe Conte, leader del M5s, ha dichiarato: “Nel caso Roggero non parliamo assolutamente di legittima difesa, parliamo di una rappresaglia”. Carlo Calenda, segretario di Azione, ha criticato apertamente la proposta di legge, definendo Salvini come “un imbecille” per aver suggerito una revisione normativa su una legge che lui stesso aveva sostenuto. In aula, Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, ha chiesto un intervento formale del governo: “Chiediamo l’informativa urgente della presidente Meloni e dei ministri Tajani e Nordio. Roggero non è in carcere per il cinismo della sinistra. L’iniziativa di Nordio sulla grazia è un attacco evidente alle prerogative del presidente della Repubblica”.

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