Il segretario della Lega lombarda, Paolo Grimoldi, avverte che «C’è malessere da almeno tre anni, ora i nodi vengono al pettine» in merito all’ultima ribellione dei territori. L’associazione dei federalisti rappresenta «un primo passo» verso un cambiamento, e a settembre si prevedono nuovi arrivi: «Raccogliamo i trasfughi», riporta Attuale.
Il prossimo raduno di Pontida si trova di fronte alla sfida di attrarre partecipazione, come afferma Grimoldi, un veterano della Lega e ora co-fondatore di Patto per il Nord. «A quanto sembra, non solo non ci saranno molti partecipanti, ma nemmeno chi organizza l’evento», dice, evidenziando il malessere profondo all’interno della storica base leghista.
Le tensioni su Pontida
La manifestazione potrebbe trasformarsi in un evento a pagamento, dato che «non ci sono più i volontari disposti a lavorare», sottolinea Grimoldi. Questo scenario evoca l’immagine di un partito che si avvia verso la decadenza durante la pausa agostana dei lavori parlamentari.
Le avvisaglie di malcontento tra i militanti sono chiare: molti affermano che non parteciperanno a Pontida finché Matteo Salvini rimarrà al comando. Le divergenze all’interno della dirigenza della Lega, rimarcano l’ex deputato, sono il risultato di un problema politico che affonda le radici da troppo tempo e non può più essere ignorato.
Il nodo dello statuto e dei congressi
Grimoldi sottolinea che la vera questione riguarda lo statuto del partito: senza modifiche, ogni tentativo di apertura a una gestione collegiale rimane solo una sterile promessa. Secondo lui, sarà necessario un cambio di statuto affinché le decisioni vengano condivise in modo più democratico.
Le inquietudini tra i dissidenti circa le candidature sono palpabili. I timori di liste di proscrizione non sono infondati, come sostiene Grimoldi, citando il caso del terzo mandato di Luca Zaia come esempio emblematico della gestione di Salvini.
I governatori, “l’associazione” federalista e il precedente
I governatori della Lega hanno espresso preoccupazione per la direzione che sta prendendo il partito. L’associazione federalista che si sta formando in Lombardia, un segno della crescente frattura interna al partito, non rappresenta un appoggio per Salvini.
Grimoldi sottolinea paragonando la situazione attuale alla decisione di Salvini di dare spazio a Vannacci. «Abbiamo visto come è andata a finire, e ora non si può ignorare l’esperienza e il consenso che i governatori portano con sé», afferma chiaramente.
I transfughi e l’attivismo di Patto per il Nord
Patto per il Nord si sta proponendo come nuova casa per i transfughi della Lega, accogliendo figure di spicco come Dario Galli e Stefania Zerbini. La lista dei nuovi aderenti continua a crescere, specialmente in Lombardia, con nomi storici che una volta erano i pilastri del partito.
La mobilitazione non si fermerà con l’estate; Grimoldi annuncia la fondazione di nuove sezioni e ulteriori arrivi, mirando a mantenere viva l’eredità valoriale della vecchia Lega. Tuttavia, il futuro della Lega sembra incerto, visto che la malcontento tra i militanti non accenna a placarsi.