Fiducia in meloni stabile al 44%: sfide politiche e costi della vita per il governo

04.09.2026 02:45
Fiducia in meloni stabile al 44%: sfide politiche e costi della vita per il governo

Roma, 4 settembre 2026 – A settembre 2022, a poche settimane dalle elezioni politiche, le previsioni davano per certa la vittoria del centrodestra, con una netta primazia, all’interno della coalizione, di Fratelli d’Italia. In quel momento, Giorgia Meloni era già tra i leader politici più apprezzati del Paese, ma non aveva un vantaggio particolarmente ampio sugli altri. A dichiarare fiducia nei suoi confronti era circa un italiano su tre. Un mese dopo, Giorgia Meloni si insedia a Palazzo Chigi e lo scenario dell’opinione cambia sensibilmente, riporta Attuale.

La fiducia trasversale

La fiducia nella nuova presidente del Consiglio cresce all’improvviso di oltre 20 punti e raggiunge quota 53%. In questo periodo, Meloni riesce a oltrepassare i confini del proprio elettorato. In un passaggio istituzionale che segna un elemento storico, ovvero l’arrivo per la prima volta di una donna alla presidenza del Consiglio, quasi un terzo degli elettori del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle dimostra un orientamento più favorevole nei suoi confronti.

Questa trasversalità, tuttavia, è temporanea e nel corso dei dodici mesi successivi il consenso inizia a calare, passando dal 53% iniziale fino al 40%. La lettura del fenomeno viene interpretata quasi automaticamente come “è finita la luna di miele”. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, la fiducia nella Meloni inizia a risalire, stabilizzandosi qualche punto sopra il 40%. Questa tendenza si traduce in un grafico che diventa quasi lineare, con oscillazioni marginali mantenendo il dato costante.

Giudizio polarizzato

Nell’ultima indagine condotta recentemente, la fiducia nella presidente del Consiglio si attesta ancora al 44%. Nel frattempo, cambia la composizione di questo consenso. La fiducia che Meloni otteneva inizialmente tra gli elettori dell’opposizione si riduce, attestandosi tra il 10 e il 15 per cento. Il giudizio sulla premier diventa nettamente polarizzato: è molto apprezzata tra gli elettori della maggioranza, ma meno tra quelli dell’opposizione.

I momenti critici: da Trump al referendum

Nel corso di questi anni, la polarizzazione si è accentuata in due momenti chiave. Il primo coincide con la fase di maggiore vicinanza tra Giorgia Meloni e Donald Trump, quando la presidente del Consiglio emerge come la principale interlocutrice europea del tycoon. Durante questo periodo, la fiducia verso di lei tra gli elettori dei partiti di opposizione subisce un’ulteriore contrazione, e la sua vicinanza a Trump non trova grande favore neanche tra gli elettori di centrodestra.

Il secondo momento critico è legato al referendum. Nelle settimane successive al voto, il dato sulla fiducia in Meloni presenta oscillazioni più marcate del solito, polarizzandosi ulteriormente anche grazie al forte coinvolgimento della premier nella campagna referendaria. Nonostante questi scossoni, il livello di fiducia rimane costante.

Le sfide dell’ultimo miglio

Ma quali saranno le principali sfide nell’ultimo anno di questa legislatura? Gli elettori, compresi quelli di opposizione, indicano la politica estera come un terreno in cui il governo Meloni ha mostrato risultati. Invece, la problematica principale riguarda il costo della vita, tema cruciale che potrebbe mettere alla prova la tenuta del consenso della presidente del Consiglio nei mesi a venire.

L’incognita Vannacci

A questa sfida si aggiunge una nuova incognita: la nascita di un’opposizione a destra del governo, guidata da Roberto Vannacci. A complicare la situazione, è il fatto che Futuro Nazionale è all’opposizione, ma gran parte dei suoi elettori continua a esprimere fiducia in Giorgia Meloni.

Per la premier, dunque, la sfida del prossimo anno è duplice. Deve affrontare le preoccupazioni legate al carovita, e al contempo trovare un modo per mantenere la fiducia degli elettori di Vannacci. La questione cruciale sarà se coinvolgerlo nel dialogo politico o mantenere delle distanze. Questa è forse la domanda più importante in vista delle elezioni dell’anno prossimo.

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*Presidente Istituto Piepoli

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