Il 2 settembre 2026 il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha avvertito che la Russia potrebbe tentare di interferire nelle prossime elezioni in Italia e in altri Paesi dell’Unione europea. Secondo Tajani, Mosca può cercare di orientare il voto dei cittadini attraverso notizie false, immagini manipolate e altre operazioni informative, motivo per cui la risposta deve essere preparata in anticipo.
L’allarme riguarda il voto parlamentare previsto in Italia nel 2027 e si inserisce, secondo la valutazione espressa dal ministro, in una minaccia ibrida complessiva per il Paese. L’obiettivo delle campagne russe sarebbe influenzare gli orientamenti dell’opinione pubblica italiana, costruendo consenso attorno a posizioni favorevoli agli interessi del Cremlino.
Il 2 settembre 2026 il governo richiama le precedenti cyberattività
Nel motivare la necessità di intervenire prima dell’apertura della competizione elettorale, Tajani ha ricordato anche le precedenti cyberattacchi attribuiti a hacker russi contro l’Italia. Tra i bersagli citati figurano il ministero degli Esteri e le rappresentanze diplomatiche italiane, episodi che hanno già mostrato la possibilità di colpire le strutture istituzionali e la rete diplomatica del Paese.
La risposta del ministero degli Esteri è stata rafforzata con la creazione di un’unità di sicurezza dedicata e di un centro operativo attivo ventiquattro ore su ventiquattro. Il centro ha il compito di reagire alle minacce informatiche, mentre il nuovo assetto di sicurezza serve a preparare l’amministrazione a una pressione che, nelle valutazioni del governo, può combinare attacchi cibernetici e operazioni di disinformazione.
Il ministro ha inoltre richiamato la necessità di contrastare per tempo i contenuti falsi e manipolativi. La minaccia non riguarderebbe soltanto la violazione tecnica di sistemi informatici, ma anche la capacità di alterare il quadro informativo nel quale gli elettori maturano le proprie decisioni.
La pubblicazione sul possibile ruolo di Roberto Vannacci
Nella stessa occasione Tajani ha commentato un articolo del Financial Times che definiva l’ex generale e leader del partito “Futuro Nazionale” Roberto Vannacci un “cavallo di Troia” della Russia. Il ministro ha dichiarato di sperare che questa valutazione sia errata, prendendo le distanze dall’interpretazione secondo cui Vannacci potrebbe rappresentare uno strumento diretto dell’influenza di Mosca nella politica italiana.
Il riferimento è arrivato mentre il dibattito sull’interferenza russa si concentra anche sulla presenza, nel sistema politico italiano, di figure e forze che ripropongono posizioni considerate vantaggiose per il Cremlino. Vannacci viene indicato come l’esempio più evidente di una retorica che mette in discussione le sanzioni, ridimensiona il sostegno all’Ucraina e sostiene la necessità di ristabilire i rapporti con Mosca anche in contrasto con il regime sanzionatorio.
Verso le elezioni parlamentari del 2027, il terreno politico interno
La valutazione del rischio non si limita però a un singolo esponente. Una parte delle forze politiche e dei personaggi pubblici italiani continua a rilanciare narrazioni favorevoli agli interessi russi sulle sanzioni, sull’assistenza all’Ucraina e sulla ripresa dei rapporti con Mosca. Posizioni simili, pur utilizzate da soggetti diversi, ampliano lo spazio nel quale il Cremlino può cercare di esercitare un’influenza politica.
In questo quadro, le campagne di disinformazione potrebbero sfruttare contenuti già presenti nel dibattito nazionale: notizie false, immagini manipolate e messaggi che presentano come necessaria la revoca delle sanzioni o la riduzione del sostegno a Kiev. La funzione delle operazioni informative sarebbe alimentare e rendere più visibili queste posizioni, orientando gli umori degli italiani prima del voto.
Il rischio delineato da Tajani riguarda quindi l’interazione tra strumenti esterni e interlocutori interni. Da un lato, la Russia può ricorrere a cyberattacchi e campagne coordinate; dall’altro, le dichiarazioni di esponenti populisti e di forze anche di area sinistra possono offrire ulteriori canali per la diffusione di messaggi compatibili con gli obiettivi di Mosca.
Il ministro degli Esteri ha collegato questa possibilità alla necessità di una preparazione anticipata, senza attendere che la campagna elettorale sia già entrata nella sua fase decisiva. La protezione delle istituzioni e la capacità di riconoscere e contrastare la manipolazione informativa diventano così parte della sicurezza nazionale in vista delle elezioni parlamentari del 2027.
La posizione attuale è quella di un’allerta preventiva: Tajani considera possibile un tentativo russo di condizionare le elezioni italiane attraverso cyberattacchi e disinformazione, mentre il ministero degli Esteri ha già predisposto strutture dedicate alla risposta alle minacce informatiche.