Meloni: l’Europa deve garantire la sicurezza dei confini e affrontare la crisi energetica con 14 miliardi di euro

14.08.2026 10:05
Meloni: l'Europa deve garantire la sicurezza dei confini e affrontare la crisi energetica con 14 miliardi di euro

Il governo italiano prevede di destinare i 14 miliardi di euro di risorse aggiuntive disponibili nel prossimo biennio «per intervenire sul caro energia», riporta Attuale.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato in un’intervista a Milano Finanza che «la stragrande maggioranza delle Nazioni europee condivide la posizione che l’Italia ha espresso in questi giorni. E cioè che la priorità dell’Europa sia proteggere le frontiere esterne dall’immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen».

Meloni e Ceuta

Riguardo alla situazione a Ceuta e alla possibile nuova ondata migratoria prevista per il 15 agosto, Meloni ha sottolineato la necessità di mantenere la massima attenzione e adottare tutte le misure necessarie. Il governo utilizzerà i 14 miliardi di euro di risorse aggiuntive per «intervenire sul caro energia e ridurre i costi per famiglie e imprese», affermando che si cercherà di «mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi sulle famiglie vulnerabili e sulle imprese, ma più in generale di tutti gli italiani».

Il nucleare

In tema di energia nucleare, Meloni ha confermato l’impegno dell’Italia a procedere con decisione, definendolo «la vera soluzione per la nostra sicurezza energetica e per avere, nel medio e lungo periodo, costi nettamente più bassi rispetto agli attuali». Riguardo alla politica fiscale, Meloni ha sottolineato i benefici degli interventi per il ceto medio: «Ogni anno, tra taglio del cuneo e tagli dell’Irpef, rimettiamo nelle tasche degli italiani 21 miliardi di euro».

L’economia

Infine, Meloni ha affermato che «l’economia italiana sta tenendo bene e i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti». Ha fatto notare come il rapporto deficit/PIL sia passato dall’8,1% al 3,1%, ovvero ben cinque punti in meno, evidenziando che ciò è stato ottenuto senza tagliare, ma aumentando le spese in ambiti fondamentali come sanità, welfare e contratti pubblici. Riguardo alla situazione nel settore bancario, Meloni ha ribadito che il governo rimane neutrale: «Non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato che interessano il settore bancario».

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