Attacco iracheno colpisce nave americana nello Stretto, feriti 12 Marines
I pasdaran iraniani hanno attaccato un’imbarcazione nel Golfo, causando il ferimento di dodici Marines americani. Questa notizia è stata riportata da fonti militari e si inserisce in una crescente tensione nella regione, riporta Attuale.
Il canale NBC ha rivelato che l’attacco è avvenuto nei giorni scorsi e ha confermato le notizie precedentemente diffuse da Fox News il 14 settembre, secondo cui era coinvolta un’unità di supporto sotto contratto con il Pentagono per garantire la sicurezza del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.
Un esperto ha suggerito che i militari a bordo potrebbero aver gestito sistemi anti-droni potenziati. I pasdaran avrebbero causato danni significativi, forse utilizzando missili. Questa informazione è emersa in concomitanza con speculazioni emerse nel fine settimana.
Osservatori, analizzando immagini satellitari cinesi, hanno riportato che le due portaerei statunitensi schierate nella regione si sono allontanate per timore di attacchi con missili cruise. Questo si è verificato insieme all’annuncio da parte di dirigenti dei pasdaran riguardo a nuove armi pronte per affrontare la flotta nemica, promettendo rappresaglie anche nell’Oceano Indiano.
Secondo alcuni analisti, l’intelligence dei pasdaran ha delineato una strategia mirata non solo a infliggere perdite agli Stati Uniti, ma anche a rendere le loro basi meno sicure e costose da proteggere. Questo ha costretto Washington a ritirare o disperdere le proprie forze, come evidenziato dal recente spostamento di assetti in Giordania e Israele e dalla riduzione della logistica basata in Bahrein.
Nella visione dei pasdaran, un invio di rinforzi da parte del Pentagono equivarrebbe a creare più bersagli. Questa affermazione mescola verità e propaganda, riflettendo il messaggio dell’Iran di essere disposto a sopportare gravi perdite in caso di offensive statunitensi. Tuttavia, sono certi che alla fine prevarranno, sottolineando la mancanza di volontà degli avversari di impegnarsi in un conflitto prolungato.
La geografia del conflitto è cruciale, con il Passaggio di Hormuz e il Bab el Mandeb che assumono un’importanza strategica. L’Iran mira a stabilire un nuovo ordine nella regione, dichiarando che nulla tornerà come prima. Tuttavia, non è immune da potenziali ritorsioni, dato che il presidente Trump potrebbe ordinare ulteriori attacchi, nonostante le riserve al Pentagono. Addirittura, alcuni temono che si possa instaurare una condizione di stallo perpetuo, nel quale entrambe le parti navigano in un limbo di tensione continua.