Trump annuncia un attacco al sito nucleare iraniano di Pickaxe
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato durante un’intervista televisiva che gli Stati Uniti sono pronti a bombardare il complesso nucleare di Pickaxe, situato nella regione di Natanz, fornendo così un avvertimento diretto all’Iran: «Gli iraniani si tengano pronti», riporta Attuale.
La reazione di Teheran è stata tempestiva, con i leader iraniani che hanno minacciato una «devastante rappresaglia» contro le forze americane e i vicini alleati nel Golfo Persico. Il sito di Pickaxe, a lungo considerato «misterioso» per la sua natura segreta e per la mancanza di informazioni dettagliate, è stato attenzionato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) già nel 2020, rivelando l’esistenza di due tunnel scavati a notevole profondità.
Teheran ha sempre giustificato la costruzione del sito come progetto per la produzione di centrifughe, ma molti esperti rimangono scettici, sospettando che serva per l’arricchimento dell’uranio. L’accesso per l’AIEA è stato limitato, con l’agenzia che ha considerato insufficienti le informazioni diffuse dal regime iraniano, alimentando i dubbi sulla reale finalità del sito.
A dispetto dei numerosi attacchi provenienti da Israele e Stati Uniti nel tentativo di danneggiare il programma nucleare iraniano, molte valutazioni relative all’impatto di queste incursioni restano contrastanti. Fonti americane hanno confermato di aver inflitto danni significativi, ma espertiche credono che l’Iran mantenga la capacità scientifica per sviluppare armi nucleari nonostante la perdita di alcuni dei suoi scienziati.
In questo contesto, osservatori come l’esperto israeliano Danny Citrinowicz avvertono che Teheran potrebbe optare per un approccio più segreto, abilmente evitando la sorveglianza internazionale. Recentemente, le attività di rinforzo delle difese attorno ai siti nucleari sono aumentate, con lavori segnalati a Pickaxe.
Nonostante i tentativi di eliminare le capacità nucleari dell’Iran, le forze americane devono ora considerare le complicazioni di un intervento diretto, fronteggiando il rischio di pesanti perdite e di reazioni imprevedibili da parte dei Pasdaran. Trump, per quanto disponibile a esplorare varie opzioni, ha espresso la necessità di garantire risultati senza eccessivi rischi, inclusi piani per recuperare 400 chilogrammi di uranio arricchito in possesso dell’Iran, ma ha poi smentito la fattibilità di un operativo in quel frangente.