L’Europa potrebbe avere il suo Iron Dome per difendersi dagli attacchi aerei

24.05.2024
L'Europa potrebbe avere il suo Iron Dome per difendersi dagli attacchi aerei
L'Europa potrebbe avere il suo Iron Dome per difendersi dagli attacchi aerei

Alcuni Paesi stanno spingendo per la costituzione di un sistema comune sulla falsariga di quello che ha permesso a Israele di neutralizzare l’attacco dell’Iran

L’Europa dovrebbe avere un suo Iron Dome per proteggersi dal rischio di attacchi aerei di potenze nemiche. È la richiesta che arriva da Grecia e Polonia e che è stata supportata da Ursula von der Leyen, presidente uscente della Commissione europea, ma che è candidata a guidare anche la prossima. I premier di Atene e Varsavia, Kyriakos Mitsotakis e Donald Tusk hanno proposto di creare uno scudo di difesa aerea finanziato dall’Ue. “L’attuale panorama frammentato non è semplicemente all’altezza delle esigenze e dei requisiti odierni”, sostengono i due in una lettera indirizzata al capo dell’esecutivo comunitario.

“L’Europa sarà sicura finché i cieli sopra di essa saranno sicuri”, si legge nella missiva, che illustra la necessità di un sistema di difesa aerea europeo per proteggere lo spazio aereo comune da minacce come aerei, missili e droni. Un qualcosa che abbia la forza di quello che Israele ha utilizzato per neutralizzare l’attacco dell’Iran. Nel corso del dibattito tra i candidati alla prossima presidenza della Commissione di ieri (giovedì 23 maggio), von der Leyen ha espresso il suo sostegno alla richiesta dei leader: “Dobbiamo avere uno scudo di difesa aerea comune per tutta l’Europa, come proposto da Mitsotakis e Tusk”, ha detto. Mitsotakis ha sollevato l’idea di una specifica iniziativa di difesa europea durante l’incontro con Tusk in Polonia ad aprile, ha dichiarato un portavoce del governo greco all’agenzia Bloomberg, che per prima ha dato la notizia.

A marzo i leader dei Ventisette hanno discusso al Consiglio europeo la possibilità di emettere obbligazioni comuni per finanziare le spese per la difesa e sono in attesa del rapporto della Commissione che fornirà alcune opzioni di finanziamento specifiche. Lo sviluppo e il finanziamento di un grande progetto di difesa europea unificata a livello europeo invierebbe un chiaro segnale che l’Europa è unita e determinata ad agire per l’autodifesa, hanno sottolineato i due premier. La Polonia negli ultimi anni ha lanciato una corsa al riarmo che la renderà presto una delle principali potenze militare d’Europa.

Varsavia spenderà il 3,92% del suo prodotto interno lordo per la difesa nel 2023 e la Grecia poco più del 3%. Insieme agli Stati Uniti, sono i tre Paesi che spendono di più all’interno della Nato. Secondo Mitsotakis e Tusk, uno scudo di difesa aerea europeo avrebbe anche un sostanziale effetto moltiplicatore, agendo come catalizzatore e facilitatore per l’ulteriore aggiornamento delle industrie europee della difesa e della sicurezza, e per un grado considerevolmente più alto di cooperazione e progetti comuni. Secondo i leader, lo sviluppo di un progetto di difesa europeo unificato e “faro” darebbe un chiaro segnale dell’unità e della determinazione dell’Europa nell’autodifesa.

Attualmente, la Germania è alla guida dell’iniziativa European Sky Shield, che mira ad acquistare congiuntamente sistemi di difesa aerea tedeschi, statunitensi e israeliani. Francia e Italia, che sviluppano un proprio sistema di difesa aerea chiamato Samp/T, stanno cercando di fare qualcosa di simile. Ma uno sforzo comune aumenterebbe le potenzialità del progetto. I leader europei hanno chiesto che gli sforzi congiunti per la difesa siano discussi al prossimo vertice dell’Ue, che si terrà alla fine di giugno.

Lascia un commento

Your email address will not be published.