L’Europa rafforza le importazioni di mais ucraino

22.09.2025 19:00
L’Europa rafforza le importazioni di mais ucraino
L’Europa rafforza le importazioni di mais ucraino

Il 21 settembre 2025 il portale specializzato Agroportal ha pubblicato un’analisi che conferma la crescente importanza del mais ucraino per la sicurezza alimentare europea. Secondo le stime per il biennio 2025-2026, il mercato comunitario manterrà e potenzialmente amplierà i volumi di acquisto, mentre la produzione interna dell’UE subirà un calo di circa 2 milioni di tonnellate a causa della siccità.

Il ruolo strategico per la zootecnia europea

Italia e Spagna, tra i Paesi maggiormente colpiti dalla scarsità di raccolti, dipenderanno in larga misura dalle forniture ucraine. Il mais proveniente dall’Ucraina rappresenta una fonte essenziale per l’allevamento, l’avicoltura e l’industria mangimistica, garantendo stabilità di approvvigionamento e prezzi competitivi. Nel 2024 l’UE ha importato circa 14,06 milioni di tonnellate di mais ucraino, pari a quasi la metà dell’intero export del Paese, con punte del 57% in alcune stagioni.

Vantaggi economici e competitivi

La convenienza logistica e i costi inferiori rispetto ai concorrenti di Stati Uniti e Sud America rafforzano la posizione dell’Ucraina come fornitore privilegiato. Prezzi più bassi consentono agli allevatori europei di ridurre le spese per i mangimi e i prodotti di origine animale, un aspetto cruciale in un contesto di aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti. Inoltre, la continuità delle forniture sostiene contratti per trasporto, stoccaggio e trasformazione del grano, con effetti positivi sulle filiere logistiche e agricole europee.

Diversificazione e sicurezza alimentare

Oltre ai vantaggi economici, il mais ucraino contribuisce alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, riducendo la dipendenza dell’UE da Brasile e Argentina e impedendo un ritorno del mais russo sul mercato europeo. I principali importatori nel 2025 restano Spagna (933 mila tonnellate), Italia (725 mila), Paesi Bassi (514 mila) e Turchia (639 mila), di cui tre Stati membri dell’Unione. Questa combinazione di fattori consolida il ruolo dell’Ucraina come partner strategico per la sicurezza alimentare europea.

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