L’Europa segue la Germania: acquisto dei Patriot americani per Kiev

05.07.2025 07:15
L’Europa segue la Germania: acquisto dei Patriot americani per Kiev

Il contesto della difesa europea e il sostegno all’Ucraina

DALLA NOSTRA INVIATA
AHRUS – L’imprevedibilità del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha annunciato la sospensione della fornitura di alcune armi all’Ucraina, costringe l’Unione Europea a un’accelerazione nel costruire il pilastro europeo della NATO e a rafforzare l’assistenza a Kiev. La percezione dell’urgenza è condivisa a livello europeo, ma la traduzione di questo concetto in azioni concrete avviene con difficoltà. La Danimarca, che è entrata in carica come presidente del Consiglio dell’UE dal primo luglio, ha posto il riarmo dell’Unione tra le sue priorità principali, riporta Attuale.

Secondo la premier Mette Frederiksen, è fondamentale agire rapidamente e prepararsi per il 2030, come stabilito dal piano della Commissione. Raggiungere il target del 5% del PIL in spese per la difesa fra dieci anni, come previsto nell’accordo del summit NATO di Aia, potrebbe risultare tardivo. L’Alto rappresentante dell’UE, Kaja Kallas, avverte che rendersi conto della necessità di armamenti significa essere già in ritardo. Ci sono forti resistenze in diversi Stati membri, tra cui l’Italia; al contrario, Danimarca, altri Paesi nordici e quelli dell’est europeo vedono la Russia come una minaccia reale. Frederiksen sottolinea la necessità di rafforzare il supporto all’Ucraina, affermando che «il sostegno a Kiev non è un favore, ma parte integrante del nostro compito di potenziamento armato». Le dichiarazioni di Trump rendono ancor più necessari i contributi militari europei all’Ucraina.

Due giorni fa, Zelensky, intervenendo ad Aarhus in occasione della presidenza danese, ha ribadito l’importanza di aumentare le consegne di armamenti e ha enfatizzato che «è cruciale che il supporto a Kiev rimanga costante». Malgrado le promesse da parte delle autorità europee, Zelensky è consapevole che senza le forniture americane non potrà resistere alla Russia. Ha infatti dichiarato che «ci sono alcuni armamenti che l’Europa attualmente non possiede, specialmente i missili Patriot e i sistemi di difesa aerea». L’Ucraina si affida ai Patriot americani come unica difesa contro alcuni missili balistici russi, anche se è dotata di sistemi di difesa nazionali e forniture europee contro missili da crociera e droni. La strategia consiste, nell’attesa di sviluppare un’adeguata industria della difesa europea, nell’acquistare immediatamente dagli Stati Uniti le armi necessarie, oltre a investire nel settore della difesa ucraina. Il nuovo accordo della NATO prevede di calcolare nel bilancio anche le armi fornite all’Ucraina, fornisce quindi un incentivo a fare di più.

Inoltre, il programma europeo Safe, come ricordato dalla presidente della Commissione von der Leyen, metterà a disposizione 150 miliardi di euro in prestiti per progetti comuni, che possono includere Kiev. Zelensky ha fatto notare che l’industria della difesa ucraina opera attualmente solo al 60% delle sue capacità, lasciando quindi un margine del 40% da finanziare tramite i Paesi dell’UE. Ieri Berlino ha espresso interesse per l’acquisto di sistemi di difesa aerea Patriot destinati all’Ucraina. Un portavoce del governo tedesco ha dichiarato che le discussioni sono in corso e che la situazione è diventata ancora più critica dopo gli sviluppi recenti. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, è previsto che si rechi a Washington a metà luglio. Secondo il quotidiano tedesco Bild, Berlino ha avanzato una proposta agli Stati Uniti riguardante due sistemi Patriot e attende una risposta. Kiev, a sua volta, sta cercando di acquisire i Patriot americani, ma finora senza successo.

A metà aprile, Zelensky si era detto pronto ad acquistare «almeno» 10 sistemi di questo tipo. A fine maggio, la Germania, secondo maggiore fornitore di armi all’Ucraina dopo gli Stati Uniti, aveva annunciato un memorandum d’intesa con Kiev per l’acquisto e lo sviluppo di missili a lungo raggio, nonostante non avesse mai inviato i Taurus promessi. Recentemente, durante il summit NATO, Danimarca e Ucraina hanno firmato un accordo che consente alle aziende di difesa ucraine di avviare la produzione in Danimarca. Resta da vedere quanti altri Stati membri dell’UE seguiranno questo esempio.

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