La testimonianza di Iva nel mistero di Trieste
Trieste, 30 giugno 2025 – Iva, la commerciante, ha raccontato alla polizia di aver visto passare Liliana Resinovich davanti alla sua bottega di frutta e verdura situata in via San Cilino, la mattina del 14 dicembre 2021, poco prima delle 9. Questo giorno segna la scomparsa di Resinovich e, secondo la consulenza Cattaneo, anche il suo decesso. La testimonianza di Iva risulta cruciale in un contesto dove sono state registrate due riprese delle telecamere: la prima in via Damiano Chiesa, davanti alla scuola di polizia, e la seconda in piazzale Gioberti, capolinea degli autobus. Qui, le tracce della 63enne, che sarà trovata cadavere il 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex ospedale psichiatrico, si perdono senza lasciare alcuna traccia.
“Ricordo distintamente di aver visto passare la signora, l’avevo riconosciuta perché è una mia cliente,” ha dichiarato durante l’interrogatorio. Iva ha notato il ciuffo chiaro di Liliana, ricordando che “aveva lo sguardo rivolto verso il basso” e che “sembrava triste e pensierosa”.
“Pochi secondi possono sembrare pochi, ma in realtà sono abbastanza lunghi”, ha riflettuto. Sfortunatamente, ci sono ancora persone che insinuano l’idea che Lilly non sia mai uscita di casa. “Ricordo con esattezza come era vestita, era una persona che veniva nel negozio regolarmente, la conoscevo bene”.
Iva ricordava che, soprattutto d’estate, Lilly veniva spesso a comprare frutta per preparare macedonia per il marito, un’abitudine di cui parlava frequentemente. Questo passaggio è stato annotato durante l’interrogatorio il 5 gennaio 2022, giorno in cui il corpo di Liliana è stato ritrovato in questura a Trieste. “Era generosa e gentile. Una volta mi ha regalato una foto, la quale ritraeva me e mio figlio durante il Carnevale”.
Lilly aveva una grande passione per la vita, che condivideva con il marito Sebastiano Visintin, attualmente sotto inchiesta per il suo omicidio, riporta Attuale.