L’inchiesta di Genova svela il legame tra islamismo radicale e terrorismo palestinese in Italia

27.12.2025 19:15
L'inchiesta di Genova svela il legame tra islamismo radicale e terrorismo palestinese in Italia

Inchiesta di Genova rivela la rete di sostegno al terrorismo palestinese

Roma, 27 dicembre 2025 – L’inchiesta di Genova ha scoperchiato con l’ufficialità di un’indagine durata un paio di anni una realtà che per troppo tempo a molti pensatori e a una parte della sinistra pareva una valutazione dal sapore tutto politico, un’esagerazione strumentale, un’idea solo di parte. L’islamismo radicale, o almeno una buona parte di esso, fiancheggia il terrorismo palestinese attraverso un’area in chiaroscuro fatta di associazioni, moschee e indirettamente anche attraverso i movimenti Pro Pal che creano il caos nelle piazze. Tutti insieme appassionatamente, riporta Attuale.

L’inchiesta ha portato all’arresto di nove persone, tra cui il capo dell’associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, ritenuto dai magistrati leader della cellula di Hamas nel nostro Paese. Hannoun guidava il flusso di denaro, che ammonta a sette milioni di euro, raccolto ufficialmente per beneficenza e destinato al popolo palestinese, ma in realtà investito per il 70% a favore dei guerriglieri. Le indagini hanno rivelato una fitta rete di enti e organismi che supportano direttamente o indirettamente i militanti di Hamas.

I terroristi palestinesi sono riusciti finora a dirottare anche parte degli aiuti umanitari che arrivano a Gaza, utilizzando una rete intricata di organizzazioni difficile da monitorare. Questo è uno dei motivi per cui Israele controlla in modo severo l’entrata di cibo e medicinali attraverso il valico di Rafah.

La forza del terrorismo palestinese risiede nella sua capacità di infiltrarsi nella società europea per raccogliere fondi e aiuti, destinati in realtà a finanziare le operazioni dei guerriglieri. Non si tratta quindi solo di un fenomeno circoscritto all’Italia. Questo scenario è stato per molto tempo sottovalutato, considerato quasi irreale, e le conseguenze si sono manifestate nel corso degli anni.

Recenti indagini dell’intelligence israeliana hanno rivelato che Hamas è riuscita a infiltrare, insieme ad altre organizzazioni terroristiche, l’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite per Gaza. Alcuni dipendenti dell’agenzia avrebbero partecipato attivamente agli attacchi del 7 ottobre 2023. I magistrati hanno evidenziato che l’attacco richiedeva una significativa capacità finanziaria, e una fonte di finanziamento è stata la raccolta fondi condotta da organismi fiancheggiatori.

La minaccia del terrorismo è quindi presente anche in Italia, dove è fondamentale distinguere tra chi si batte apertamente per uno Stato palestinese e chi, invece, rappresenta un islamismo radicale che funge da sostegno per il terrorismo. Marco Mancini, ex capo del controspionaggio e ora analista, sottolinea la necessità di un’azione di intelligence offensiva per prevenire le attività para terroristiche. Mohammad Hannoun è considerato una figura chiave nella raccolta fondi a livello europeo, e perciò gli Stati europei, compresa l’Italia, devono mantenere alta la guardia. Il pericolo è reale e presente, non limitato solo a Gaza e Libano con Hezbollah; qui in Italia si raccolgono fondi per armi e munizioni destinate ai guerriglieri.

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