L’inchiesta di Mediapart sulle presunte frasi antisemite di Jordan Bardella

29.09.2026 12:05
L'inchiesta di Mediapart sulle presunte frasi antisemite di Jordan Bardella

Nuove rivelazioni sul presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella

Il sito di notizie francese Mediapart ha lanciato un’inchiesta che coinvolge Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra Rassemblement National. L’inchiesta evidenzia conversazioni risalenti al periodo tra il 2013 e il 2015 in cui Bardella esprime posizioni chiaramente razziste e antisemite. Secondo il sito, queste affermazioni sarebbero state estrapolate da decine di conversazioni scritte, verificate in modo indipendente e analizzate per mesi, riporta Attuale.

Questa inchiesta è particolarmente significativa poiché il Rassemblement National si è presentato negli ultimi anni come il principale difensore della comunità ebraica in Francia, specialmente dopo gli attentati del 7 ottobre 2023 in Israele. Tuttavia, le conclusioni di Mediapart sembrano contraddire questa narrativa, dimostrando la persistente presenza di stereotipi antisemiti tra gli elettori del partito.

Il Rassemblement National è stato al centro di polemiche per le dichiarazioni antisemite di alcuni dei suoi membri. Bardella stesso, nel 2023, aveva difeso Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito, affermando che non fosse antisemita, ma è stato costretto a ritrattare di fronte alle pressioni pubbliche e ai dati storici.

L’inchiesta si concentra su messaggi di Bardella, tra cui affermazioni secondo cui “tutte le banche sono di proprietà degli ebrei” e l’idea di un “nuovo ordine mondiale” dominato da Israele. Altri scambi riportano teorie complottiste riguardanti la rete di potere tra Israele e i ministeri francesi, oltre a elogi per le teorie di Alain Soral, noto per le sue posizioni estremiste e antisemite. Sebbene Soral fosse già fuori dal partito durante la carriera di Bardella, la sua influenza si riflette nelle idee espresse dal giovane politico.

Bardella ha rapidamente avviato la sua carriera politica, diventando segretario del Front National (l’ex nome del Rassemblement National) a meno di 18 anni, e successivamente portavoce del partito e deputato europeo. La sua strategia è orientata verso la “normalizzazione” del partito, cercando di distaccarsi da un passato razzista e di espandere la base elettorale accusata di continui pregiudizi.

La pubblicazione dell’inchiesta ha scatenato reazioni forti, con Bardella che nega le accuse e sostiene di non aver mai rilasciato commenti razzisti o antisemiti. Tuttavia, contraddizioni emergono dal suo stesso passato, poiché in diverse interviste ha affermato di essersi unito al partito all’età di 16 anni, prima di quanto abbia sostenuto recentemente.

In un messaggio del novembre 2014, Bardella avvertiva i membri del partito di essere cauti nel pubblicare contenuti sui social media per evitare di essere screditati. Questo mostra una consapevolezza strategica sull’immagine pubblica del partito, evidenziando che la “normalizzazione” potrebbe essere più una facciata che una reale trasformazione interna.

Nell’ottica di queste recenti rivelazioni, il futuro politico di Bardella resta incerto, soprattutto considerando che potrebbe diventare primo ministro se Marine Le Pen vincesse le prossime elezioni presidenziali nel 2027.

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