Consenso storico della sinistra nazionalista nei Paesi Baschi
Nei Paesi Baschi, una regione spagnola con una forte identità etnico-culturale, il sostegno per la sinistra abertzale ha raggiunto livelli record. La coalizione progressista Euskal Herria Bildu (EH Bildu), fondata nel 2012, continua ad aumentare il proprio consenso elettorale, superando alle elezioni municipali del 2023 il Partito Nazionalista Basco (PNV), che ha dominato la scena politica locale per decenni, riporta Attuale.
Alle regionali dell’anno scorso, EH Bildu ha pareggiato i voti del PNV, portando a prospettive di vittoria storica nei futuri appuntamenti elettorali, un’ipotesi impensabile fino a poco tempo fa. EH Bildu rappresenta un’eredità dei partiti legati all’ETA, il gruppo terroristico che ha, per decenni, cercato l’indipendenza dei Paesi Baschi attraverso la violenza. Nonostante l’ETA abbia abbandonato la lotta armata nel 2011 e si sia ufficialmente sciolta nel 2018, il peso di questo passato si fa ancora sentire, sia in termini negativi che positivi.
Antonio Rivera Blanco, professore di storia contemporanea all’Universidad del País Vasco, afferma che per vincere le elezioni regionali e raggiungere il governo, Bildu deve coniugare il proprio legame con l’eredità dell’ETA con la necessità di distaccarsene. Questo implica un delicato equilibrio tra due elettorati: uno risalente alla tradizione indipendentista, l’altro più giovane e orientato verso temi progressisti, meno interessato al conflitto.
La lotta tra continuità e discontinuità è una realtà complessa per Bildu e per il suo intero schieramento politico. I segni del passato, come le bandiere e i riferimenti ai prigionieri politici dell’ETA, sono ancora visibili nei Paesi Baschi, ma i graffiti di sostegno all’ETA sono diventati rari e spesso cancellati.
Le sfide per Bildu sono evidenti. Gorka Landaburu, giornalista sopravvissuto a un attentato dell’ETA, sostiene che il partito non ha condannato in modo chiaro l’organizzazione terroristica e che è vitale liberarsi di questo “fardello” storico. Nel 2021, Bildu ha firmato un documento noto come “dichiarazione del 18 ottobre”, in cui si scusava con le vittime del terrorismo, segnando un passo verso la normalizzazione politica.
Oggi, la coalizione ha guadagnato consensi anche oltre l’area nazionalista, attraendo elettori di sinistra radicale, in particolare dopo la crisi di Podemos. Il senatore Gorka Elejabarrieta sottolinea come il partito abbia potenziato le sue proposte sociali e stretto legami con movimenti e associazioni locali. Attualmente, EH Bildu è al governo in numerosi comuni e ha ottenuto la carica di sindaco a Pamplona, un altro importante centro della regione, contribuendo ulteriormente alla sua legittimazione.
Le tensioni politiche e storiche continuano a influenzare il discorso pubblico. La destra spagnola critica EH Bildu, ricordando i legami storici con l’ETA, mentre nel contempo si mostra riluttante a discutere del passato recente legato alla dittatura franchista. Questo dilemma storico si riflette anche negli ambienti accademici, dove i ricercatori si confrontano con la polarizzazione e le interpretazioni divergenti delle fonti.
In conclusione, mentre Bildu continua a navigare tra il suo passato e il futuro, la questione dell’identità e della memoria storica rimane centrale nel dibattito politico dei Paesi Baschi, in un contesto dove il ricordo dell’ETA e le stratificazioni del recente passato sono ancora vividi e attuali.