L’inizio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan non ha prodotto risultati significativi

11.04.2026 23:55
L'inizio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan non ha prodotto risultati significativi

I negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan proseguono senza intese concrete

I negoziati in Pakistan tra Stati Uniti e Iran continuano a tarda notte senza segnali di un accordo raggiunto, con distanze ancora significative su questioni centrali. Tuttavia, il fatto che i colloqui possano proseguire anche domani sarebbe già un risultato, poiché eviterebbe un’interruzione delle trattative, riporta Attuale.

Questi colloqui hanno visto la partecipazione diretta delle delegazioni, con il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance che si sono confrontati faccia a faccia, sotto la mediazione del primo ministro pachistano Shehbaz Sharif. Si tratta di un evento significativo, considerando che le due nazioni non avevano avuto colloqui diretti di questo livello dal 1979, anno della rivoluzione iraniana.

Uno dei punti di controversia principale riguarda il **futuro dello stretto di Hormuz**. L’Iran desidera mantenere il controllo su questa via marittima strategica, imponendo un pedaggio per le navi in transito, mentre gli Stati Uniti richiedono una riapertura completa per il traffico marittimo. Negli ultimi giorni, il comando centrale delle forze armate statunitensi ha annunciato che due cacciatorpediniere americani hanno attraversato lo stretto, avviando operazioni per sminare la zona e ripristinare la navigazione libera.

In risposta, l’Iran ha negato la transizione di navi militari, dichiarando di mantenere il controllo totale sulla navigazione nella regione. La situazione rimane incerta, con indicazioni che suggeriscono la presenza di mine in alcune aree dello stretto, come sospettato nelle settimane precedenti.

La giornata di negoziati è iniziata con incontri separati tra mediatori e le due delegazioni, seguiti da varie sessioni di colloqui diretti. Nonostante gli sforzi, è emerso che esistono notevoli differenze tra le parti. L’Iran, attraverso le sue emittenti statali, ha descritto come **”richieste eccessive”** quelle avanzate dagli Stati Uniti.

Le discussioni sono state arricchite dalla presenza di alti rappresentanti. Oltre a Vance, erano presenti Steve Witkoff e Jared Kushner per gli Stati Uniti, mentre per l’Iran si sono uniti il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e l’ex ministro Ali Bagheri Kani, rappresentante di una linea più intransigente del regime, noto per la sua opposizione all’accordo nucleare del 2015 con l’amministrazione Obama.

Mentre i negoziati si svolgevano, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la guerra con l’Iran non è **”ancora finita”**, lasciando intendere la necessità di perseguire un accordo di pace a lungo termine con il Libano. Sabato, Israele ha intensificato i bombardamenti sul Libano, portando a un conteggio di circa cento vittime; il bilancio totale delle vittime dalla guerra ha superato i 2.000.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere