L’Iran attua una strategia del caos con attacchi coordinati in tutta la regione

04.03.2026 07:45
L'Iran attua una strategia del caos con attacchi coordinati in tutta la regione

Iran intensifica attacchi nella regione: un piano strategico guidato da Khamenei

Negli ultimi giorni, l’Iran ha sferrato attacchi contro numerose località tra cui Doha, Abu Dhabi, Tel Aviv, Manama, Ras Tanura, Dubai e Amman, estendendosi fino a Cipro. I missili e i droni sono stati lanciati in una serie di operazioni che inizialmente possono sembrare casuali, ma secondo il Financial Times si tratta di un’azione pianificata e dettagliata voluta dall’ayatollah Ali Khamenei e dai vertici militari di Teheran, riporta Attuale.

Questa escalation di violenza si colloca nel contesto della recente guerra di dodici giorni contro Israele, durante la quale le forze iraniane hanno subito gravi perdite, tra cui la morte di generali di primo piano. Di fronte a questa difficoltà, il regime di Khamenei ha cambiato rotta e avviato un’offensiva mirata a creare caos in Medio Oriente e a destabilizzare i mercati energetici globali, con l’obiettivo di minare la leadership di Donald Trump e Benjamin Netanyahu.

Secondo fonti interne alla Repubblica islamica, il piano strategico comprende una serie di sabotaggi diretti contro infrastrutture energetiche regionali, bombardamenti intensificati e interruzioni del traffico aereo. “Non avevamo altra scelta che intensificare la tensione e appiccare un grande incendio perché tutti potessero vederlo”, ha dichiarato una fonte. A dispetto della morte di Khamenei e di altri alti ufficiali, il piano sembra proseguire senza intoppi, con colpi mirati a raffinerie e altri obiettivi strategici che hanno già causato un’impennata nei prezzi del petrolio.

Oltre agli attacchi a obiettivi energetici, l’Iran ha anche preso di mira alberghi, aeroporti e ambasciate americane. “Continueremo e ci sarà un’ulteriore escalation. Cosa si aspettavano? Che il capo della Repubblica islamica venisse preso di mira e che non succedesse nulla?”, ha affermato la fonte.

Questa strategia del caos è ulteriormente amplificata dalla partecipazione di Hezbollah e milizie sciite irachene, il cui ruolo è cambiato rispetto ai precedenti conflitti. “Le nostre unità sono ora, di fatto, indipendenti e agiscono sulla base di istruzioni generali fornite loro in anticipo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, confermando la volontà di decentralizzare il comando militare per evitare un ulteriore indebolimento da attacchi mirati.

Jason Brodsky, direttore di United Against Nuclear Iran, ha messo in guardia sull’impossibilità che la strategia del caos possa funzionare a lungo termine, definendola un atto autolesionista che rischia di isolare ulteriormente l’Iran. “La Repubblica islamica, mirando al Golfo, potrebbe finire intrappolata in un anello di fuoco”, ha avvertito, con riferimento alle possibili conseguenze delle loro azioni.

In un contesto di crescente tensione, è chiaro che l’Iran sta cercando di creare un ambiente conflittuale che potrebbe avere ripercussioni significative sul panorama geopolitico della regione, mentre gli Stati Uniti continuano a prepararsi per affrontare le sfide che questa crisi comporta.

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