I droni Shahed dell’Iran: un’arma economica e strategica nella guerra moderna

03.03.2026 22:05
I droni Shahed dell'Iran: un'arma economica e strategica nella guerra moderna

Iran e l’arsenale di droni Shahed: una nuova era di conflitto in Ucraina

Negli ultimi anni, l’Iran ha puntato sulla produzione di droni Shahed come risposta alle sue limitate risorse economiche e militari. Questi droni, economici e facili da produrre, hanno attirato l’attenzione delle forze russe impegnate nella guerra in Ucraina, che hanno iniziato a importarli e a utilizzarli in attacchi notturni contro obiettivi civili e infrastrutture, riporta Attuale.

Costruire un drone Shahed richiede un investimento di appena 20.000-40.000 euro, a seconda della versione. Con un design a forma di ala a delta, questi velivoli portano un carico esplosivo di 50 chilogrammi e sono guidati tramite un sistema GPS programmato prima del decollo. Operano a basse altitudini per evitare rilevamenti radar e possono coprire distanze di fino a 2.000 chilometri.

Il concetto alla base dei droni Shahed è quello di saturazione, puntando a mandare in massa questi velivoli per costringere il nemico a esaurire le proprie scorte di difesa aerea. Questa strategia contrasta con la visione occidentale, che investe enormi risorse nella ricerca di aerei invisibili e perfetti. Al contrario, i droni iraniani sono facilmente sacrificabili e prodotti rapidamente.

Di fronte alle difficoltà nella guerra in Ucraina, le forze russe hanno compreso l’efficacia di questi droni e li hanno ordinati in grandi quantità dall’Iran, rinominandoli Geran. Ogni notte, lanciano droni, alcuni dei quali sono versioni semplificate con materiali di qualità inferiore, per generare panico con attacchi contro edifici e centrali elettriche.

L’Ucraina, da parte sua, ha sviluppato competenze nell’abbattimento economico di questi droni. Nuove strategie si sono formate, con squadre di soldati pronte a fronteggiare gli Shahed, mentre piloti di elicotteri e aerei sono impegnati in missioni notturne per intercettarli prima che raggiungano i loro obiettivi.

Le versioni più recenti degli Shahed hanno migliorato capacità di evasione radar e opzioni di carico esplosivo più elevate, complicando ulteriormente compiti di intercettazione. Inoltre, l’Iran sta utilizzando questi droni come strumento di intimidazione nei confronti dei paesi arabi del Golfo, costringendoli a spendere ingenti somme in difese aeree inefficienti.

Questa strategia di attacco non solo consuma risorse significative nei paesi avversari ma genera anche confusione, come evidenziato dall’abbattimento accidentale di jet statunitensi da parte del Kuwait, che ha frainteso l’origine di un attacco. L’evoluzione degli Shahed e il loro uso strategico rappresentano una sfida crescente per la sicurezza regionale e le dinamiche di potere nel conflitto russo-ucraino.

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile!! Questi droni sono davvero un salto nel futuro della guerra, ma a un prezzo così basso! I russi adesso li usano come caramelle. Chissà come reagiranno i paesi del Golfo, non è mica facile convivere con una minaccia simile. Speriamo che l’Europa si svegli e faccia qualcosa…

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