L’economia iraniana in crisi: sei settimane di guerra aggravano la situazione economica dopo anni di sanzioni

18.04.2026 08:55
L'economia iraniana in crisi: sei settimane di guerra aggravano la situazione economica dopo anni di sanzioni

La guerra in Iran provoca devastazione economica e richiesta di negoziati

In Iran, i bombardamenti e gli attacchi statunitensi e israeliani hanno portato a una crisi economica grave, con danni stimati in 270 miliardi di dollari. La guerra ha distrutto molte infrastrutture civili e importanti settori industriali, aggravando una situazione economica già critica. La necessità di negoziare la fine del conflitto con gli Stati Uniti è diventata urgente, con il regime che richiede una riduzione parziale delle sanzioni e lo sblocco dei fondi congelati all’estero, riporta Attuale.

Sei settimane di attacchi aerei hanno colpito oltre 125.000 edifici, tra cui strutture sanitarie e scolastiche, mentre più di 20.000 impianti industriali hanno subito danni significativi. I settori più colpiti includono edilizia, siderurgia, petrolchimico e farmaceutico, fondamentali per la ripresa economica. Inoltre, il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ha ulteriormente esacerbato la crisi, limitando le fonti di reddito dell’Iran.

Le prime stime fornite da Fatemeh Mohajerani, portavoce del regime, hanno indicato danni sostanziali alle infrastrutture strategiche. Tra gli obiettivi colpiti ci sono anche ponti e strade, rendendo difficile il trasporto di merci. Le aziende del settore petrolchimico sono state particolarmente danneggiate, con diverse fabbriche costrette a sospendere l’attività.

Nel 2023, i settori dell’acciaio e del petrolchimico generavano quasi 25 miliardi di dollari di esportazioni all’anno. Di conseguenza, il regime ha deciso di fermare le esportazioni di prodotti petrolchimici per sostenere la domanda interna, complicando ulteriormente la ricostruzione. La perdita di posti di lavoro è già grave, con stime che indicano fino a 12 milioni di posti a rischio, ovvero la metà della forza lavoro del paese.

Il blocco di internet, in vigore da oltre 40 giorni, ha ulteriormente rallentato l’economia e complicato le comunicazioni commerciali. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, si prevede che il conflitto causerà una contrazione dell’economia iraniana del 9-10% rispetto alle stime prebelliche.

In questo contesto, il regime iraniano è sempre più consapevole dell’importanza dei beni congelati all’estero, valutati in 100 miliardi di dollari, una cifra considerevole per un’economia in crisi. 20 miliardi di dollari di beni sono attualmente bloccati in Cina, mentre altri 7 miliardi si trovano in India.

La richiesta dell’Iran di sbloccare 6 miliardi di dollari di beni nei negoziati recenti a Islamabad testimonia la volontà di trovare una soluzione diplomatica. Tuttavia, l’amministrazione statunitense continua a perseguire misure restrittive, intensificando la pressione sull’economia iraniana, e i costi di tali sanzioni ricadono principalmente sulla popolazione civile, senza segni evidenti di resa da parte del regime.

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