Gaza, situazione umanitaria critica con 73 mila morti e 82% degli edifici danneggiati

11.08.2026 09:35
Gaza, situazione umanitaria critica con 73 mila morti e 82% degli edifici danneggiati

Conflitto a Gaza: 73.000 Morti e Situazione Umanitaria Drammatica

Attualmente, la guerra a Gaza ha causato la morte di 73.000 palestinesi, con l’82% degli edifici danneggiati e le truppe israeliane che controllano il 64% dei 363 chilometri quadrati della Striscia. Questo aggiornamento segue i massacri perpetrati da Hamas il 7 ottobre 2023. La situazione è ulteriormente complicata dalle difficoltà umanitarie, con la popolazione palestinese che affronta condizioni di vita insostenibili, riporta Attuale.

1) Quanta parte del territorio è occupato dall’esercito israeliano?
Le forze israeliane sono dispiegate su un’area che copre il 64% della Striscia di Gaza. Al momento dell’entrata in vigore della tregua nell’ottobre scorso, il controllo era al 53%. Negli ultimi mesi, l’esercito ha avanzato la sua linea di demarcazione, ampliando le basi militari in una zona che circonda Gaza su tre lati, mentre il Mediterraneo rappresenta il quarto confine.

2) Dove sopravvivono i palestinesi?
Oltre 2,1 milioni di palestinesi vivono in uno spazio molto ristretto verso il mare. Secondo le stime delle Nazioni Unite, l’82% delle strutture abitative è stato colpito durante l’offensiva militare. Le famiglie palestinesi vivono in rifugi temporanei ricavati dalle macerie, e la fornitura di tende da parte di organizzazioni come gli Emirati Arabi è insufficiente per soddisfare le necessità di tutti i sfollati, con circa 1.700 punti di raccolta per i rifugiati interni. Specialmente allarmante è il numero di vittime, che ha raggiunto oltre 73 mila dall’inizio del conflitto, con incrementi drammatici da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco.

3) Qual è la situazione umanitaria?
Le indagini condotte da organizzazioni legate all’Onu hanno rivelato che l’1,3% dei bambini è “fortemente malnutrito”, mentre il 12,2% presenta ritardi nella crescita dovuti a carenze alimentari. Circa 1,6 milioni di persone non hanno accesso regolare a cibo sufficiente, e oltre il 70% della popolazione fa affidamento sull’acqua distribuita tramite cisterni, poiché la rete di approvvigionamento idrico è quasi completamente distrutta. Solo la metà degli ospedali è funzionante, aggravando una crisi sanitaria già critica.

4) Sono aumentati gli aiuti che possono entrare a Gaza?
Il volume degli aiuti inviati a Gaza è cresciuto del 33% nel mese di luglio rispetto a giugno, secondo le Nazioni Unite. Tuttavia, le restrizioni imposte dal governo israeliano sui materiali necessari per le operazioni di ricostruzione ostacolano notevolmente gli sforzi di aiuto, poiché alcuni materiali possono essere utilizzati per scopi militari. Le nuove direttive stabilite a dicembre scorso hanno impedito a molte organizzazioni umanitarie di operare all’interno della Striscia.

5) Quanto potrebbe costare la ricostruzione?
Gli esperti stimano che lo sviluppo umano a Gaza possa essere retrocesso di 77 anni, con costi di riabilitazione stimati in almeno 80 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Le operazioni per rimuovere le munizioni inesplose richiederanno circa dieci anni, con una stima di oltre 8.000 tonnellate di ordigni esplosivi ancora presenti tra le macerie.

6) Com’è organizzato il Board of Peace creato dal presidente Trump per intervenire a Gaza?
La struttura organizzativa proposta da Donald Trump è piramidale, con poteri quasi assoluti al presidente. Nickolay Mladenov, ex coordinatore delle Nazioni Unite per il processo di pace, è il rappresentante sul campo, fungendo da legame tra diverse entità di governo e il comitato esecutivo che deve gestire la complessa situazione a Gaza, inclusa la presenza di Hamas.

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