Oltre 35 mila bambini uccisi o mutilati da armi esplosive tra il 2021 e il 2025, denuncia Unicef

25.09.2026 18:25
Oltre 35 mila bambini uccisi o mutilati da armi esplosive tra il 2021 e il 2025, denuncia Unicef

UNICEF: oltre 35 mila bambini uccisi o mutilati da armi esplosive tra il 2021 e il 2025

Un’analisi dell’UNICEF rivela che tra il 2021 e il 2025, più di 35 mila bambini sono stati uccisi o mutilati a causa di armi esplosive, con una percentuale di vittime minorenni che è aumentata dal 54% nel 2021 a oltre il 72% nel 2025. Il report, intitolato “Explosive Weapons and Child Casualties in Conflict – Five Key Facts”, è stato elaborato analizzando dati dai Rapporti annuali del Segretario Generale delle Nazioni Unite su Bambini e Conflitti Armati, riporta Attuale.

I conflitti più letali per i bambini coinvolgono aree come la Palestina, il Myanmar, la Repubblica araba siriana, l’Afghanistan, il Sudan, l’Ucraina, la Somalia e lo Yemen. Globalmente, circa il 97% delle vittime civili colpite da armi esplosive si verifica in aree densamente popolate.

Un altro fattore preoccupante sono i droni, che negli ultimi cinque anni hanno causato la morte o la mutilazione di oltre 1.000 bambini in 13 contesti di conflitto nel 2025. Quest’anno ha visto il numero massimo di vittime minorenni, con 415 bambini registrati come uccisi o mutilati.

Le operazioni aeree sono risultate la principale causa di vittime tra i bambini, rappresentando quasi il 30% di tutti i casi di uccisioni e mutilazioni di minori, un aumento rispetto al 23% registrato nel periodo 2020-2024. Il bilancio delle vittime mostra che i ragazzi costituiscono il 50% delle vittime, mentre le ragazze rappresentano il 30% e il sesso del 20% restante è sconosciuto. La percentuale di vittime femminili è aumentata dal 28% nel 2021 al 33,5% nel 2025.

L’uso di armi esplosive in aree popolate porta a conseguenze devastanti, tra cui sfollamenti, stress psicologico e la distruzione di infrastrutture civili critiche come ospedali e centri sanitari. In risposta a questi dati, l’UNICEF ha esortato le parti in conflitto, e coloro che esercitano influenza su di esse, a interrompere l’utilizzo di armi esplosive nelle aree popolate. Ha anche chiesto il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario e la protezione delle infrastrutture civili fondamentali per il benessere e la sopravvivenza dei bambini.

Infine, l’UNICEF ha incitato tutti gli Stati membri a supportare e applicare la Dichiarazione Politica EWIPA (Explosive Weapons in Populated Areas), a non trasferire armi esplosive a chi potrebbe utilizzarle contro i civili e a riconsiderare eventuali decisioni di ritiro dalla Convenzione contro le mine antiuomo.

1 Comment

  1. È davvero sconvolgente pensare che così tanti bambini siano stati colpiti da conflitti così terribili. La società deve fare di più per proteggerli. Ma chi sta ascoltando? In Italia parliamo tanto di diritti, ma poi ci dimentichiamo dei più vulnerabili… tristezza totale.

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