L’Iran esaurisce le scorte di petrolio della flotta fantasma a causa del blocco navale statunitense

22.10.2026 09:25
L'Iran esaurisce le scorte di petrolio della flotta fantasma a causa del blocco navale statunitense

L’Iran in crisi energetica: fiato corto per la flotta di petroliere

L’Iran ha quasi esaurito le scorte di petrolio caricate sulle sue petroliere prima del blocco navale statunitense che dura dal mese di aprile, con una breve interruzione in estate durante negoziati non fruttuosi tra il regime iraniano e l’amministrazione di Donald Trump, riporta Attuale.

Queste navi, appartenenti alla cosiddetta “flotta fantasma”, sono vecchie imbarcazioni utilizzate per eludere le sanzioni internazionali e si trovano già oltre lo stretto di Hormuz. La situazione rappresenta un problema significativo per il regime di Teheran, poiché i proventi delle vendite, principalmente diretti verso la Cina, sono cruciali per un’economia nazionale sempre più colpita dal blocco. Recentemente, le forze statunitensi in Medio Oriente hanno affermato che il blocco ha impedito all’Iran ricavi per circa 25 miliardi di dollari dalle vendite di petrolio.

Normalmente, i pagamenti per i carichi avvengono entro due mesi dalla consegna, quindi il regime potrebbe continuare a ricevere fondi in valuta straniera. Tuttavia, per la prima volta dall’inizio della guerra, avvenuto lo scorso febbraio, l’Iran risulta senza petrolio disponibile in mare. Secondo la società specializzata Kpler, all’inizio di ottobre meno di 1 milione di barili di petrolio erano ancora sulle petroliere, rispetto ai 135 milioni registrati all’inizio del conflitto.

Tra giugno e luglio, durante una breve sospensione del blocco navale, il regime ha cercato di concentrare le partenze delle petroliere, ma queste scorte si sono ormai esaurite. Storicamente, l’Iran utilizzava le sue petroliere come riserva galleggiante, specialmente dopo aver saturato i depositi a terra a causa delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Dopo la partenza, la flotta fantasma si dirige verso le acque al largo della Malaysia e di Singapore, dove i carichi vengono trasferiti su altre navi per eludere i controlli e raggiungere la Cina.

Le entrate derivanti dalle vendite di petrolio rappresentano la principale fonte di valuta estera per il governo iraniano, coprendo fino al 40% del bilancio statale. Le alternative via terra, finora, non hanno dimostrato di essere sufficienti. Nel contesto attuale, le esportazioni di petrolio degli altri paesi del Golfo Persico, sotto la guida degli Stati Uniti attraverso lo stretto di Hormuz e lungo percorsi alternativi, hanno recentemente superato i livelli precedenti alla guerra.

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